Marina Mascher

Marina Mascher è laureata in Lingue e Letterature Orientali a Venezia e in Progettazione e gestione del turismo culturale a Padova. Ha seguito numerosi corsi in omaggio al suo slogan di vita, il proverbio russo “vivi un secolo, un secolo impari”. Ed è stato un corso di formazione per guide che l’ha portata a castel Roncolo, a Bolzano, la sua città. Qui sono nati l’amore per il Trecento e per l’uomo che sarebbe diventato suo marito, Achille, e qui ha mosso i suoi primi passi rievocativi.

Attività: nell’ambito della rievocazione storica, per una decina d’anni ha ricoperto il ruolo di una serva, interessandosi in particolare alla cucina. È poi passata a vestire i panni di una figura della bassa nobiltà, Adelheid von Schenna; dagli iniziali dubbi su di un ruolo che le appariva poco attivo, si è resa conto che le apriva invece nuove aree di interesse. È presidente dell’associazione culturale “Ulrich von Starkenberg” che ha come intento quello di rendere tangibile alcuni degli aspetti della vita dell’ultimo scorcio del XIV, in particolare nel Tirolo storico. È volontaria del TCI e guida turistica e grazie a queste attività ha l’occasione e la fortuna di confrontarsi spesso con le pitture trecentesche delle chiese bolzanine. È convinta che viaggiare “verticalmente” nel tempo arricchisca quanto e più che viaggiare “orizzontalmente” tra luoghi e opere dell’uomo. Il viaggio a Santiago di Compostella in abiti storici era un sogno dello scomparso marito, compiuto in sua memoria con il sostegno dell’amica Francesca Baldassari, alla quale si deve l’idea di affidarsi per il trasporto dei bagagli ad un asino, divenuto un vero compagno di strada.

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