Il Festival del Medioevo si terrà dal 22 al 26 settembre 2021. Il tema della settima edizione è “Il tempo di Dante”.

Negli anni precedenti le lezioni di storia sono state dedicate a La nascita dell’Europa (2015); Europa e Islam (2016); La città (2017); Barbari. La scoperta degli altri (2018); Donne. L’altro volto della Storia (2019) e Mediterraneo. Il mare della Storia (2020). [scarica qui i programmi delle edizioni dal 2015 al 2020].

Il Festival del Medioevo gode del patrocinio della Regione Umbria e dei seguenti patrocini scientifici: Ministero dei Beni Culturali; Accademia della Crusca; Società Dantesca Italiana; Società Dante Alighieri; Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Isime); Enciclopedia Treccani; Fondazione umanitaria e culturale Giancarlo Pallavicini Onlus, Società Italiana Storici Medievisti (Sismed); Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami); Pontificio Consiglio della Cultura in Vaticano; Centro Studi Longobardi; Centro di studi storici mediterranei “Marco Tangheroni”; Centro di Cultura e Storia Amalfitana e Istituto autonomo statale Museo delle Civiltà con l’annesso Museo Alto dell’Medioevo di Roma.

Ideata dal giornalista Federico Fioravanti, la manifestazione è organizzata dalla Associazione culturale Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio, l’affascinante città medievale dell’Umbria che stregò Hermann Hesse:

La chiesa di San Giovanni. Sullo sfondo, a sinistra, l’inconfondibile mole del Palazzo dei Consoli

Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale. E bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra.

Un luogo dove si può sentire con i propri sensi il passato come presente, il lontano come vicino, il bello come eterno.

Così, a Gubbio, ogni anno, nell’ultima settimana di settembre, studiosi e appassionati, grazie ad avvincenti lezioni di storia, sfogliano insieme il grande racconto di dieci e più secoli.

La manifestazione prevede anche molti eventi collaterali (Fiera del libro medievale, mostre, mercati, spettacoli, rievocazioni e attività didattiche).

Il Festival del Medioevo è una lente posata sul passato per provare a capire meglio l’età presente. E per scoprire con occhi nuovi e senza pregiudizi un’epoca vilipesa e spesso liquidata in modo frettoloso attraverso stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni. Secoli che per pigrizia, ignoranza o comodità, spesso vengono catalogati come “bui” oppure “oscuri”.

Alessandro Barbero all’ultima edizione del Festival del Medioevo (23-27 settembre 2020)

Eppure quei mille e più anni che in modo convenzionale definiamo Medioevo, per focalizzare meglio l’Età classica e stabilire l’inizio di quella che chiamiamo Modernità, sono stati il crogiolo della nostra civiltà.
Un’epoca di scoperte scientifiche e di innovazioni. Dieci secoli in cui sono nate le lingue d’Europa, le nazioni, le banche e le università.

Lo ha spiegato bene Umberto Eco: “Il Medioevo inventa tutte le cose con cui stiamo ancora facendo i conti, le banche e la cambiale, l’organizzazione del latifondo, la struttura dell’amministrazione e della politica comunale, le lotte di classe e il pauperismo, la diatriba tra Stato e Chiesa, l’università, il terrorismo mistico, il processo indiziario, l’ospedale e il vescovado, persino l’organizzazione turistica: sostituite le Maldive con Gerusalemme e avete tutto, compresa la guida Michelin”.

Protagonisti dell’evento, che dura ogni anno cinque giorni (dal mercoledì alla domenica) sono più di cento storici, saggisti, scrittori, storici dell’arte, scienziati, filosofi, architetti e giornalisti.

Gli Incontri con gli autori sono ospitati nel centro Centro Santo Spirito, una costruzione medievale ricavata da un monastero del XIII secolo, a pochi passi dalla centrale Piazza Quaranta Martiri.

Ma tutta la “città di pietra”, dalla meravigliosa Piazza Grande al Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, dal monastero di San Francesco al complesso monumentale di San Pietro, fino ai quattro storici e antichi quartieri, diventa il teatro vivente della manifestazione.

Importanti appuntamenti arricchiscono i cinque giorni del Festival del Medioevo. A partire dalla Fiera del libro medievale, con gli stand sia delle grandi case editrici che dei piccoli editori specializzati, con tutto quello che c’è da leggere per conoscere meglio l’Età di mezzo, fino all’evento Miniatori dal mondo organizzato in collaborazione con la casa editrice Arte Libro unaluna, durante il quale miniaturisti e calligrafi italiani e stranieri trasmettono l’arte degli scriptoria medievali ai tanti appassionati e agli studenti degli istituti artistici.

Uno degli appuntamenti più attesi del Festival del Medioevo è il focus dedicato alla rappresentazione dell’età medievale nella cultura popolare dell’età contemporanea. Un sogno che abita ormai in modo stabile nel nostro immaginario collettivo. Quasi un tempo sospeso: reinventato, rielaborato, ricostruito e a volte anche stravolto. Rievocato in ogni città d’Europa, attraverso feste, giostre, palii e grazie a secolari memorie storiche. Il focus è patrocinato dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Questo “Medioevo dopo il Medioevo”, vagheggiato e idealizzato in tutta Europa già nell’età del Romanticismo, riemerge ancora ogni giorno in appassionanti saghe televisive e in innumerevoli films. Ispira architetture, cinema, letterature, serie televisive e pubblicità. Ma anche arredi, abiti, gioielli, illustrazioni grafiche, videogiochi e fumetti, musiche e giochi di ruolo. E influenza ancora oggi, in modo profondo, tutte le società occidentali: dall’arte alla politica, dal costume alle mode, dalla cultura di massa alla religione. Lo definisce una parola nuova: medievalismo, che descrive la ricezione, l’utilizzo e la rappresentazione postmedievale dell’affascinante Età di Mezzo.

Una eterna miniera da cui vengono estratti di continuo modelli, esempi e identità alla quale il Festival ha dedicato una apposita pubblicazione: “C’era una volta il Medioevo”, una guida in trentadue capitoli per iniziare ad esplorare il mondo dei medievalismi. [Leggi di più su “C’era una volta il Medioevo” e acquista il libro]

La Tolkien session, organizzata in collaborazione con l’Associazione italiana Studi Tolkeniani, è invece dedicata all’approfondimento dell’opera del grande scrittore britannico autore del “Signore degli anelli” e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy.

In ogni edizione del Festival del Medioevo una intera giornata è costruita intorno a La scuola dei rievocatori: l’evento annuale è pensato per valorizzare, attraverso l’analisi e la ricostruzione delle fonti storiche, l’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di rievocatori impegnati in ogni regione d’Italia nel far rivivere la storia e le tradizioni dei loro territori.

Il Medioevo dei bambini, ripetuto in diverse giornate, prevede giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli.

La manifestazione offre anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati all’artigianato come La piazza dei mercanti e gli Antichi mestieri.

Partners per il settore didattico sono l’Università Lumsa e la Fondazione Giuseppe Mazzatinti di Gubbio.

La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 è il principale media partner della manifestazione, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo.

Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica, il sito e la casa editrice Enciclopedia delle donne, un’opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese e Radio Francigena, la voce dei cammini.

Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL), la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Fondazione umanitaria e culturale Giancarlo Pallavicini Onlus e la Camera di Commercio dell’Umbria.

Tra gli sponsor principali Colacem, Metalprogetti, Tecla, CVR e New Font.

Il sito della manifestazione www.festivaldelmedioevo.it e la relativa pagina Facebook @FestivalDelMedioevo (62mila followers) sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

Il Festival del Medioevo, grazie alla partnership con la Fondazione Giuseppe Mazzatinti e con LUMSA, rilascia crediti formativi ai docenti, con diritto all’esonero dal servizio secondo la normativa attualmente in vigore (Direttiva n. 90 del 1° dicembre 2003).

error: Tutti i contenuti di questo sito web sono protetti.