Il Festival del Medioevo, ideato dal giornalista Federico Fioravanti, è organizzato dalla Associazione culturale Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio, nell’affascinante città medievale dell’Umbria che stregò Hermann Hesse: «Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale. E bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra». Un luogo dove si può «sentire con i propri sensi il passato come presente, il lontano come vicino, il bello come eterno». 

Così, a Gubbio, ogni anno dal 2015, nell’ultima settimana di settembre, studiosi e appassionati, grazi ad avvincenti lezioni di storia, sfogliano insieme il grande racconto di dieci e più secoli.

Il tema dell’edizione 2022 è Dinastie. Famiglie e potere. Negli anni precedenti la la manifestazione ha affrontato La nascita dell’Europa (2015), Europa e Islam (2016), La città (2017), Barbari. La scoperta degli altri (2018), Donne. L’altro volto della Storia (2019), Mediterraneo. Il mare della Storia (2020) e Il tempo di Dante (2021). [I programmi delle edizioni dal 2015 al 2021 sono disponibili qui]

Il Festival del Medioevo è una manifestazione colta e insieme popolare, centrata su lezioni di alta divulgazione che hanno l’ambizione di unire rigore scientifico e chiarezza espositiva. Una lente posata sul passato per provare a mettere a fuoco e capire meglio le grandi questioni della società contemporanea. Ma anche per scoprire con occhi nuovi e con meno pregiudizi un’epoca vilipesa e spesso liquidata in modo frettoloso attraverso stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni. Secoli che per pigrizia, ignoranza o comodità, spesso vengono catalogati come «bui» oppure «oscuri».

Eppure quei mille e più anni che in modo convenzionale definiamo Medioevo, per focalizzare meglio l’Età classica e stabilire l’inizio di quella che chiamiamo Modernità, sono stati il crogiolo della nostra civiltà. Un’epoca di scoperte scientifiche e di innovazioni. Dieci secoli in cui sono nate le lingue d’Europa, le nazioni, le banche e le università.

Lo ha spiegato bene Umberto Eco: «Il Medioevo inventa tutte le cose con cui stiamo ancora facendo i conti, le banche e la cambiale, l’organizzazione del latifondo, la struttura dell’amministrazione e della politica comunale, le lotte di classe e il pauperismo, la diatriba tra Stato e Chiesa, l’università, il terrorismo mistico, il processo indiziario, l’ospedale e il vescovado, persino l’organizzazione turistica: sostituite le Maldive con Gerusalemme e avete tutto, compresa la guida Michelin».

Protagonisti del Festival del Medioevo, che dura ogni anno cinque giorni (dal mercoledì alla domenica) sono più di cento storici, saggisti, docenti di letteratura medievale, scrittori, storici dell’arte, scienziati, filosofi, architetti, giornalisti, archeologi e professionisti dei beni culturali.

Le Lezioni di storia si svolgono nelle ampie sale del centro Centro Santo Spirito, un monastero del XIII secolo a pochi passi dalla centrale Piazza Quaranta Martiri.

La manifestazione prevede anche molti eventi collaterali a partire dalla Fiera del libro medievale che offre al pubblico che accorre a Gubbio tutto quello che c’è da leggere sull’età medievale grazie agli stand delle grandi case editrici e dei piccoli editori specializzati.

L’appuntamento didattico Miniatori e calligrafi è stato pensato come un doveroso omaggio ad Oderisi da Gubbio, il celebre miniatore vissuto nel XIII secolo e celebrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia: «l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte / ch’alluminar chiamata è in Parisi» (Purgatorio XI, 80-81). Così novelli amanuensi, miniaturisti, e calligrafi italiani e stranieri trasmettono l’arte degli scriptoria medievali ai tanti appassionati e agli studenti degli istituti artistici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno degli appuntamenti più attesi del Festival del Medioevo è il focus sui cosiddetti Medievalismi che indaga e descrive la ricezione, l’utilizzo e la rappresentazione dell’età medievale. Quasi un tempo sospeso: reinventato, rielaborato, ricostruito e a volte anche stravolto. Un sogno che abita ormai in modo stabile nel nostro immaginario collettivo. Rievocato in ogni città d’Europa, attraverso feste, giostre, palii e grazie a secolari memorie storiche. Questo “Medioevo dopo il Medioevo”, vagheggiato e idealizzato in tutta Europa già nell’età del Romanticismo, riemerge ancora ogni giorno in appassionanti saghe televisive e in innumerevoli film. Ispira architetture, cinema, letterature, serie televisive e pubblicità. Ma anche arredi, abiti, gioielli, illustrazioni grafiche, videogiochi e fumetti, musiche e giochi di ruolo. E influenza ancora oggi, in modo profondo, tutte le società occidentali: dall’arte alla politica, dal costume alle mode, dalla cultura di massa alla religione.

A questa eterna miniera da cui vengono estratti di continuo modelli, esempi ed identità, il Festival del Medioevo ha dedicato una apposita pubblicazione: C’era una volta il Medioevo, una guida in trentadue capitoli per iniziare ad esplorare la rappresentazione del Medioevo nell’età contemporanea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In ogni edizione del Festival del Medioevo una intera giornata è costruita intorno a La scuola dei rievocatori: l’evento vuole valorizzare, attraverso l’analisi e la ricostruzione delle fonti storiche, l’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di ricostruttori di storia e rievocatori, impegnati nel far rivivere la storia e le tradizioni dei loro territori.

Dai focus nati per stimolare la ricerca e assicurare la necessaria correttezza filologica essenziale per la crescita di rievocazioni, palii, feste e cortei storici, è nato un libro: Rievocare. Il mondo dei ri-costruttori: istruzioni per l’uso. Un viaggio dietro le quinte delle manifestazioni ispirate alla storia per far conoscere la ricchezza e le potenzialità di un grande patrimonio immateriale comune a tutte le regioni d’Italia.

La Tolkien session, organizzata in collaborazione con l’Associazione italiana Studi Tolkeniani, è invece dedicata all’approfondimento dell’opera del grande scrittore britannico autore del Signore degli anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Medioevo dei bambini, con vari eventi in diverse giornate, prevede giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli.

Il Festival del Medioevo offre ai visitatori anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati all’artigianato come La piazza dei mercanti e gli Antichi mestieri.

Il Comune di Gubbio è il principale sponsor del Festival del Medioevo. Ma è tutta la “città di pietra”, dalla meravigliosa Piazza Grande al Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, dal monastero di San Francesco al complesso monumentale di San Pietro, fino ai quattro storici e antichi quartieri, a diventare il teatro vivente della manifestazione.

L’impegno collettivo della comunità eugubina non è confinato solo nei giorni del Festival del Medioevo ma trova nuova linfa tutto l’anno, attraverso gli incontri preparatori legati alla definizione del programma nel quale vengono coinvolti gli storici locali, le fondazioni culturali, le associazioni cittadine, i sodalizi delle arti e dei mestieri, la Società balestrieri Gubbio, gli Sbandieratori, i gruppi di rievocazione storica e i quattro quartieri storici medievali insieme al personale dell’archivio di Stato, delle biblioteche e dei musei.

Il Festival del Medioevo gode del patrocinio della Regione Umbria e dei patrocini scientifici della Enciclopedia Treccani, della Fondazione Giancarlo Pallavicini Onlus Umanitaria e Culturale, dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Isime), della Società italiana per la storia medievale  (Sismed), della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami), della Associazione Italiana di Public History (AIPH), del Centro Studi Longobardi, del Centro di studi storici mediterranei Marco Tangheroni e del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partners per il settore didattico sono l’Università Santissima Maria Assunta (Lumsa) e la Fondazione Giuseppe Mazzatinti di Gubbio. Grazie alla loro collaborazione, il Festival del Medioevo rilascia crediti formativi ai docenti, con diritto all’esonero dal servizio secondo la normativa attualmente in vigore.

La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 segue il festival fin dalle prime edizioni, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo. Qui le pagine del portale RAI Cultura dedicate ogni anno al Festival del Medioevo.

Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica, il sito e la casa editrice Enciclopedia delle donne, un’opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese.

Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, la Regione Umbria, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL), la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e la Camera di Commercio dell’Umbria. Tra gli sponsor principali Colacem, CVR Gubbio, Fondazione umanitaria e culturale Giancarlo Pallavicini Onlus, Banco Desio, Metalprogetti, Fondazione Mazzatinti, Tecla, BCC Pergola e Corinaldo, Ti Style It e New Font.

Il sito della manifestazione e la relativa pagina Facebook @FestivalDelMedioevo (oltre 65mila followers) sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

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