Category Archives: Medievalismi

I gargoiles di Notre Dame

I ‪‎gargoiles‬ di ‪NotreDame‬ e di molte altre cattedrali sono un falso storico. I cinquantaquattro mostri di pietra che ornano la più celebre chiesa di Francia non sono il frutto dell’immaginario ‪‎gotico‬ ‪‎medievale‬.

Furono aggiunti dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc tra il 1843 e il 1864.

Gargoile è una parola onomatopeica. Viene dal latino “gurgulium”, (esofago o gola) e fa riferimento al gorgoglìo dell’acqua che passa attraverso un doccione.

In francese, una gargouille è una grondaia. Da qui il nome della figura decorativa posta alle estremità dei tetti e dei cornicioni.

Viollet-le-Duc attraverso le sue chimere espresse le ossessioni della sua epoca, le stesse che ispirarono il fantasmagorico universo letterario di Victor Hugo in “Notre Dame de Paris”.

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Lo Jedi templare

Cresce l’attesa degli appassionati per il nuovo episodio di “Star Wars: Il Risveglio della Forza”, film in uscita il prossimo 16 dicembre.

Lo scorso mese di aprile il mondo della rete ha dibattuto a lungo su un post di Julian Harrison, curatore dei manoscritti della prima età moderna presso The British Library. Sul blog della biblioteca nazionale del Regno Unito l’esperto di antichi documenti ha pubblicato l’immagine di un “mostro” medievale che somiglia moltissimo a Yoda, vecchio maestro Jedi di Luke Skywalker nella prima trilogia di Guerre stellari, abilissimo nell’uso della spada laser e saggio cavaliere dalle celebri battute come “Fare, o non fare. Non c’è provare” oppure “Arduo da vedere il Lato Oscuro è”.

George Lucas ha più volte ammesso che le figure della cavalleria medievale hanno ispirato diversi personaggi della saga cinematografica.

Angela Jane Weisl nel suo libro “The Persistence of Medievalism” sostiene che l’ispirazione più evidente della varietà di narrazioni mitiche arrivi direttamente dal romanzo arturiano medievale. Per il critico Terrance MacMullan l’invenzione dei Cavalieri Jedi è un evidente richiamo a tre diversi gruppi di guerrieri: i monaci Shaolin, la cui scuola di combattimento fu fondata in Cina intorno al V secolo, i samurai del Giappone feudale e soprattutto i Cavalieri Templari.

Una traccia scritta è rimasta nelle prime sceneggiature del ciclo cinematografico quando i Cavalieri Jedi erano ancora chiamati Jedi Templari.

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Best seller medievali

Quattro opere ispirate al Medioevo nei primi dieci posti della lista dei libri più venduti di sempre.

Nella speciale classifica del sito web List 25, uscita ad ottobre scorso e ripresa in Italia da Repubblica.it, non rientrano per scelta “L’Odissea”, “La Bibbia”, il “Corano” e nemmeno altri classici come il “Don Chisciotte” di Cervantes perché si tratta di testi stampati e ristampati troppe volte e da troppe diverse case editrici per cui è difficile stabilire in modo esatto il numero delle copie vendute e distribuite in tutto il mondo. Basta dire che è stato stimato che siano in circolazione almeno 5 miliardi di copie della Bibbia.

Al secondo e terzo posto della classifica figurano due libri di Tolkien: “il Signore degli Anelli” (150 milioni di copie”) e “Lo Hobbit” (140,6 milioni di copie) a cui si sono ispirati alcuni film che hanno registrato incassi stellari.

Al nono posto compare l’opera Clive S. Lewis con 85 milioni di copie vendute nel mondo. Il libro, “Il leone, la strega e l’armadio” scritto nel 1949, fu il primo della serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri con il titolo “Le Cronache di Narnia”. Chiude la classifica dei primi dieci libri più venduti al mondo “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown con 80 milioni di copie.

Al primo posto, a sorpresa, con più di 200 milioni di copie vendute, soprattutto nel mondo anglosassone degli Stati Uniti, c’è “Una storia tra due città” di Charles Dickens, un romanzo poco noto in Italia, pubblicato nel 1859.

Al quarto posto un classico: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry (140 milioni di copie). E al quinto “Harry Potter e la Pietra Filosofale” di J.K. Rowling (107 milioni di copie). “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie è al sesto posto con più 100 milioni di copie. Al settimo posto, con qualche migliaio di copie in meno, si attesta il romanzo di Cao Xueqin “Il sogno della camera rossa”, seguito da “Lei” di H. Rider Haggard (100 milioni di copie).

Nella classifica compare, al ventunesimo posto, anche “Il nome della Rosa”: si stima che il romanzo di Umberto Eco abbia venduto 50 milioni di copie in tutto il mondo. Chiude la lista, al trentaseiesimo posto, Dan Brown con “Angeli e Demoni” al quale List 25 attribuisce fino ad oggi una vendita totale di 39 milioni di copie.

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