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Un giorno nel Medioevo

Nell’ambito della mostra “Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane nei secoli XI-XV”, organizzata nel 2018 dall’Associazione culturale Festival del Medioevo grazie alla Fondazione CariPerugia Arte, sono state realizzate 18 brevi lezioni di storia per completare e approfondire la visita, sviluppata come un persorso all’interno di una città dell’Età di Mezzo. Piccole perle di conoscenza che, con un linguaggio semplice e diretto, offrono notizie e spunti di riflessione per comprendere meglio la società medievale.

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Alberto Grohmann – LA CITTÀ. Entrare in una città medievale è entrare in un mondo in parte magico, pieno di colori, persone, confusione. Un dedalo di strade porta alla piazza dove si affacciano il palazzo del governo e la cattedrale, simboli del potere pubblico e religioso.

Franco Franceschi – IL COMMERCIO. Il lavoro, le botteghe, i mestieri e i mercati. Le attività commerciali sono tra gli aspetti più rappresentativi del grande sviluppo che interessa le città a partire dal secolo XII. E che genera un mondo nuovo.

Amedeo Feniello – I PORTI. A partire dal secolo X, i grandi cambiamenti delle città italiane iniziano sul mare: Venezia, Genova, Pisa, Amalfi innescano una rivoluzione strutturale che imporrà mutamenti dal ritmo incalzante su tutte le coste del Mediterraneo.

Elisa Tosi Brandi – IL SARTO. Tra i tanti nuovi mestieri del Basso Medioevo, è emblematico quello del sarto. Una figura professionale che non è sempre esistita, ma che nasce contestualmente al fenomeno della moda, l’esigenza di vestire in modo nuovo.

Nicolangelo D’Acunto – LA PREGHIERA. Per la società medievale il mondo è una foresta di metafore di Dio. Ogni oggetto materiale rinvia al suo contenuto e al suo significato spirituale, perché la vera vita è quella dopo la morte. Il ruolo della presenza pervasiva del divino è stato determinante nella costruzione della civiltà occidentale medievale.

Franco Mezzanotte – GLI ORDINI RELIGIOSI. Nel Medioevo, si sviluppa una grande quantità di ordini religiosi. In particolare, gli Ordini Mendicanti: nati all’interno delle città, sono la risposta del mondo religioso ad una società che sta cambiando radicalmente.

Sonia Merli – I TEMPLARI. Uno dei risultati più significativi delle crociate fu la nascita degli ordini religioso-cavallereschi, che costituirono una vera e propria rivoluzione nella storia della spiritualità medievale, che si può riassumere nella formula: pregare e combattere.

Massimo Montanari – LA TAVOLA. La tavola è un luogo strategico della società medievale e di tutte le società in genere. E’ un punto di osservazione privilegiato per avere informazioni sull’economia e sulla cultura, ma anche sulla politica. La tavola è infatti anche un luogo di potere. In particolare nel Medioevo, è la tavola che segnala marcatamente le differenze di classe.

Maria Giuseppina Muzzarelli – GLI ABITI. La storia degli abiti è un approccio per conoscere il Medioevo che riserva notizie interessanti. Implica approfondimenti commerciali, di artigianato e di gusto delle diverse classi della società. Offre anche un importante punto di vista sulle relazioni fra i generi e contribuisce a rendere visibili le donne e le loro attività.

Franco Cardini – LA SCIENZA. Tra i molti luoghi comuni che ancora sopravvivono riguardo il Medioevo, c’è anche quello che identifica questo lungo periodo storico come un’età priva di tecnologia, di invenzioni e di scoperte scientifiche. Invece, almeno a partire dai secoli VIII-IX, il Medioevo è stato un periodo di appassionanti innovazioni.

Attilio Bartoli Langeli – IL NOTAIO. Attraverso l’analisi di due documenti notarili di 800 anni fa, uno relativo alle istituzioni cittadine e l’altro di ambito ecclesiastico, vengono illustrate le caratteristiche delle attività notarili e dei loro committenti, dei quali si evidenziano le differenze sociali, economiche e politiche.

Alessandro Vanoli – I VIAGGI. Sete, gioielli, colori degli affreschi. Sono molti i segni nelle città della fine del Medioevo che alludono a un mondo molto più vasto di quello delle strette mura cittadine. Sono elementi che dimostrano concretamente i rapporti di ogni città con le vie commerciali asiatiche.

Giovanni Vitolo – LE UNIVERSITÀ. Le università rappresentano un punto di osservazione privilegiato per capire l’Età medievale, caratterizzata da un forte spirito comunitario e associativo di cui l’università è l’esplicazione più importante. Nasce infatti nel Medioevo come associazione di studenti e docenti nei secoli XII-XIII, quando cresce la richiesta di nuove competenze e professionalità.

Manuel Vaquero Piñeiro – L’IMPRESA DELLA GUERRA. La guerra in Italia alla fine del Trecento e nel XV secolo. Se in epoca comunale le guerre si svolgevano su scala ridotta, perché coinvolgevano un numero limitato di uomini ma soprattutto per la visione territoriale limitata, lo scenario cambia nel corso del XV secolo, periodo di transizione tra il Medioevo e l’Età Moderna.

Elena Percivaldi – IL GIOCO. Spesso si pensa al Medioevo come ad una età nella quale la dimensione ludica è del tutto assente. In realtà, anche la società medievale dedica spazio al divertimento. Tra i reperti archeologici ci sono spadine di legno, soldatini di piombo e piccole barche, ma anche pentolini giocattolo di terracotta. Carte, zara (da cui azzardo) erano comuni giochi da adulti, che si ritrovavano in taverne e luoghi pubblici. Tra i giochi più nobili, gli scacchi, utilizzati anche in ambito ecclesiastico.

Daniele Bernardini – LA MUSICA. Nelle opere figurative medievali ci sono praticamente tutti gli strumenti musicali utilizzati all’epoca. Dai più aulici, come liuto, arpa, salterio e lira (o viella) agli strumenti a fiato e percussione. Erano divisi in base al loro repertorio e al loro volume: strumenti di bassa cappella, adatti a luoghi chiusi o piccoli chiostri, strumenti di alta cappella, adatti a suonare all’esterno e legati alla vita comune.

Matteo Nardella – LA BOMBARDA. Origini, suono e utilizzo della bombarda, strumento ad ancia doppia che vive e si afferma nel Medioevo e resterà molto utilizzato fino alla fine del XVI secolo, quando lascerà spazio al cornetto e poi all’oboe barocco.

Riccardo Facchini – IL MEDIEVALISMO. Fenomeno culturale e sociale che consiste nell’utilizzo post-medievale del Medioevo in ogni suo aspetto. E’ medievalismo un film che si ispira al Medioevo o un romanzo fantasy, come anche fiere, palii, rievocazioni. Ma è medievalismo anche l’utilizzo nel dibattito politico di categorie come l’idea di crociata, la cavalleria, il califfato.

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