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Il fascino di Brisighella

Le origini di Brisighella risalgono alla fine del Duecento. Fu il fiorentino Maghinardo Pagani (nato a Susinana) considerato il più grande condottiero medievale della Romagna, a edificare quella che divenne la torre fortificata più importante della vallata ai cui piedi si sviluppò il borgo.

Maghinardo (Firenze 1243 – Imola 1302) fu guelfo in Toscana e ghibellino in Romagna. Combatté insieme a Dante Alighieri nella battaglia di Campaldino nel 1289. Ma poi divenne un campione dei ghibellini, alleato degli Ordelaffi di Forlì. Tanto che Dante, senza nemmeno nominarlo, ne condannò l’opera:

“Le città di Lamone e di Santerno / conduce il lïoncel dal nido bianco / che muta parte da la state al verno” (Inferno, Canto XXVII, 49-51).

Anche Brisighella, quando nevica, sembra un nido accogliente. Ma rimane tale in tutte le stagioni dell’anno, con le sue viuzze antiche, la bella cinta muraria e le scale scolpite nel gesso. Le Feste Medievali animano il paese alla fine dell’ultima settimana di giugno. E piazza Carducci, ogni 26 dicembre, da più di trenta anni, ospita un suggestivo Presepe Vivente. Le case del borgo avvolgono i tre inconfondibili pinnacoli rocciosi su cui poggiano una Rocca del XV secolo, la Torre cosiddetta dell’Orologio ed il Santuario del Monticino.

L’origine del nome rimane incerta. Forse Brisighella ha la stessa etimologia di Brescia: Brix in longobardo vuol dire luogo scosceso. In tardo latino Brisca significa terra spugnosa. Qualche studioso invece attribuisce il nome alla Brassica (cavolo), una pianta spontanea che una volta era molto diffusa in tutto il territorio circostante.

L’atmosfera medievale si respira ovunque. A partire dalla tranquilla piazza Marconi, sulla quale si affacciano Palazzo Maghinardo, ora sede del municipio, e la Via del Borgo, detta anche Via degli Asini. È una strada unica al mondo: coperta, sopraelevata e ricca di archi a forma di mezzaluna di ampiezza differente. Nel XII e XIII secolo la via serviva anche per scopi difensivi. Poi fu abitata soprattutto dai birocciai che trasportavano il gesso a dorso d’asino e che avevano le stalle per le bestie, i cosiddetti “cameroni” di fronte agli archi, vicino alle loro abitazioni che erano concentrate nel piano superiore della via.

La Torre dell’Orologio oggi è la sede del Museo del Tempo. Risale al 1290. Maghinardo Pagani la fece costruire con massi squadrati di gesso, per controllare le mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano. Fu ricostruita nel 1548. Più volte danneggiata, è stata restaurata nella forma attuale nel 1850.

La Rocca manfrediana che in epoca medievale serviva a controllare il passaggio nella valle del Lamone, è caratterizzata da torri cilindriche. Nel 1310 Francesco I Manfredi, signore di Faenza, la eresse su un precedente edificio. Astorgio, un suo discendente, la modificò alla metà del Quattrocento. Fu completata dai veneziani attraverso la costruzione della torre più alta (1508) raccordata alla cinta muraria. Oggi è sede di un interessante Museo della Civiltà Contadina.

Dagli spalti della fortezza si ammira un bellissimo paesaggio. Merita una visita tutta l’area compresa nel Parco regionale della Vena del Gesso. Altre meraviglie si scoprono lungo la strada che porta a Firenze. Tre luoghi di culto ci ricordano che Brisighella ha dato i natali a ben 8 cardinali.

Al limitare dell’abitato spunta la chiesa dell’Osservanza eretta nel nome di Santa Maria degli Angeli. Poco fuori il paese, c’è un gioiello romanico: la Pieve del Tho, chiamata così perché fu costruita tra i secoli VIII e IX all’ottavo miglio della strada romana che univa la vicina Faenza con la Toscana. Fu un importante luogo di culto. L’edificio, a pianta basilicale, è composto da tre navate, separate da archi che poggiano su dodici colonne (undici colonne di marmo grigio e una di marmo di Verona) molto diverse tra loro come spessore e larghezza. Un’altra bella chiesa è la Pieve di S. Maria in Tiberiaco, edificata sul Monte Mauro, per volere dell’imperatore bizantino Maurizio Tiberio (582-602).

Brisighella fa parte dei circuiti dei Borghi più belli d’Italia e Cittaslow, oltre a essere Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

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