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Tag Archives: Curiosità

Le sette note

Le sette ‪‎note‬ esistono da sempre, ma sapevate che la loro denominazione ha origine nel ‪Medioevo‬?

Guido d’Arezzo, monaco benedettino, nell’XI sec. nominò ciascuna nota con le prime sillabe dei primi sei versi dell’inno “Ut queant laxis” dedicato a San Giovanni Battista.

«UTqueant laxis REsonare fibris MIra gestorum FAmuli tuorum SOLve polluti LAbii reatum Sancte Johannes»

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L’uccello che libera dal male

Il Caradrio era un candido uccello con la coda di rettile che viveva nei giardini reali.

Posto di fronte a una persona malata, distoglieva lo sguardo se il male era mortale, altrimenti fissava la persona sofferente negli occhi e ne assorbiva tutte le infermità.

Poi volava in alto nel cielo in direzione del sole per bruciare e disperdere tutte le malattie raccolte.

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C’è cavallo e cavallo

Nel ‪‎Medioevo‬ c’era cavallo e cavallo.

Gli animali venivano distinti secondo il servizio che prestavano: destriero, corsiero, palafreno, ronzino e somiere.

Imponente era il destriero, grande ‪#‎cavallo‬ da guerra e da giostra, di razza e di bell’aspetto. Il cavallo da lancia e da corsa, capace di andature sostenute, era detto corsiero.

Per i viaggi, le parate e l’uso quotidiano c’era il palafreno, un cavallo da sella, non usato nei combattimenti, detto anche “cavallo di posta”. Palafreniere era il valletto che aveva funzione di staffiere, l’uomo adibito alla custodia quotidiana dell’animale, che camminava alla staffa del signore e che curava sia l’equipaggiamento che la persona stessa del cavaliere. I parafrenieri o palafrenieri erano gli antichi famigli del papa incaricati, già prima del X secolo, della direzione e del governo delle scuderie pontificie. Custodivano il cavallo personale del ‪#‎papa‬ e i suoi finimenti e reggevano il morso dell’animale: l’ambito compito era spesso esclusivo dei re e dei principi regnanti.

Il cavallo senza pedrigree, vecchio, malaticcio e sgraziato veniva definito, come oggi, ronzino, dal latino medievale “roncinus”, che indicava il cavallo da montagna. Il somiere, lentissimo e tranquillo, serviva invece al trasporto delle some.

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Essere al verde

Secondo alcuni studi, il modo di dire deriva da un’antica usanza medievale, che consisteva nel far portare un berretto verde ai falliti in segno di pubblico scherno.

Il verde era tradizionalmente il colore del tessuto che rivestiva internamente i forzieri, le cassette e la fodera della borsa appesa alla cintura in cui si teneva il denaro monetato. Quando si arrivava a vedere il colore delle fodere, significava che il denaro scarseggiava.

Un’altra possibile origine si riallaccia al fatto che un tempo era uso tingere in verde l’estremità inferiore delle candele, per cui, quando il lucignolo arrivava a bruciare a quell’altezza, la candela era quasi alla fine.

Una terza possibilità riconduce invece a certi tipi di verdure di cui si mangia abitualmente solo la parte bianca, come ad esempio il sedano e i porri.

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Mettere le corna

“Mettere la corna” è un detto di origini bizantine.

Tutto cominciò con l’imperatore Andronico I Comneno (1118-1185), gran seduttore, personaggio grandioso, terribile e teatrale al tempo stesso. Era nipote dell’imperatore Giovanni I. Da principe ribelle cospirò in modo incessante contro suo cugino, il “basileus” Manuele I che alla fine fu costretto a imprigionarlo.

Fughe, riconciliazioni, evasioni e congiure segnarono la sua avventurosa esistenza. Per salire al potere, Andronico uccise la vedova di Manuele I e strangolò con una corda d’arco l’erede al trono Alessio II. Insieme alle cospirazioni, collezionò delitti e relazioni incestuose.

Fece una guerra feroce agli aristocratici che lo avversavano: prima li faceva arrestare, spesso per futili motivi e poi rapiva le loro mogli con le quali si sollazzava a lungo. Non contento, sulle facciate dei palazzi delle sue vittime faceva appendere per scherno, come trofei, le teste dei cervi che aveva abbattuto a caccia.

Con stupore, nell’anno di grazia 1185, i soldati siciliani di re Guglielmo II il Normanno che mossero contro il tiranno, quando conquistarono Salonicco si accorsero che su decine di palazzi nobiliari pendevano misteriosi teschi di animali cornuti. Quando ne conobbero il motivo, nacque la frase “mettere le corna” , in greco “cherata poiein”. Da allora l’epiteto “cornuto” si diffuse a gran velocità, in Sicilia, in Italia e in tutta Europa.

Il tiranno Andronico Comneno fece però una brutta fine: venne linciato dalla folla inferocita (vedi miniatura) come racconta Giovanni Boccaccio nel suo “De casibus virorum illustrium” (1359) un istruttivo libro in cui l’autore del “Decameron” narrò la triste storia di 58 illustri personaggi che al culmine della loro gloria andarono in rovina per un improvviso rovescio della Fortuna.

Virginia Valente

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