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Storia dei templari in otto oggetti

Un modo nuovo e originale per raccontare la vicenda dei templari: Storia dei templari in otto oggetti (UTET 2019), un libro scritto da due specialisti dell’argomento, gli storici Franco Cardini e Simonetta Cerrini, racconta la vita quotidiana dei “Poveri compagni di battaglia di Cristo e del Tempio di Salomone”, l’ordine ordine religioso-militare creato nel gennaio 1120 a Gerusalemme dal cavaliere francese Ugo di Payns per proteggere i pellegrini che si recavano in Terrasanta.

Foto della campana trovata nella Hall K (corrispondente alla Vault B di Robert William Hamilton e oggi demolita) della moschea al-Aqsa. Foto riprodotta per gentile concessione del prof. Benjamin Zeev Kedar

Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone.
In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa.
Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d’archivio ora al museo Rockefeller.

Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé.

Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende.

Bar-sur-Seine (Aube nella Champagne), commenda di Avalleur. Chiave templare romanico-gotica in ferro, lunga 14,5 cm, trovata in una cantina della commenda. Databile ai secoli XII-XIV. Collezione privata Valérie Alanièce e François Gilet. Foto: © François Gilet

Scrivono gli autori: “Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’ordine.

Risolveremo l’enigma dell’architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l’immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo.

Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 1977, ff. 1v-2r. I due fogli di guardia che precedono un importante codice della regola e degli statuti del Tempio, appartenuto ai Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone

Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell’ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo”.

Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.

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