fbpx

Le piramidi di corallo

MicronesiaTombe reali costruite con fossili di corallo, in Micronesia, in una remota isola del Pacifico chiamata Kosrae. Nuovi studi degli archeologi del Western Australian Museum, pubblicati su Science Advances, dopo i risultati delle analisi al carbonio hanno spostato la loro costruzione alla metà del Trecento, tre secoli prima della precedente datazione.

Le sepolture medievali sono nascoste all’interno di un’antichissima città chiamata Leluh, ora disabitata e rimasta sconosciuta fino all’Ottocento, quando i primi cacciatori di balene arrivarono sull’isola insieme a commercianti, pirati e missionari.

Le piramidi, note nella lingua locale come anche Saru, sono alte appena 2 metri. A differenza di strutture simili presenti in vari continenti, sigillate e complete di punta, le tombe di Leluh sono tronche nella parte superiore e quindi la cripta centrale è accessibile dall’alto.

Zoe Richards, l’archeologa curatrice dello studio (nella foto) ha spiegato che le tombe sono uno dei pochi monumenti ancora intatti dello straordinario sito archeologico: “”Poiché il corallo è un organismo vivente siamo riusciti a determinare l’età dei fossili di corallo che abbiamo trovato. Le piramidi risalgono al XIV secolo. La prima è stata costruita intorno al 1310”.

Gli studiosi hanno esaminato in particolare tre tombe, ancora in buone condizioni. Le sepolture non erano permanenti: le piramidi di corallo ospitavano le salme per meno di cento giorni. Nel loro studio, Richards e i suoi colleghi hanno scritto che quando un re Kosraean moriva, il corpo veniva strofinato con olio di cocco e avvolto in stuoie e corde per poi essere sepolto nelle Saru.
Poi le ossa dei sovrani venivano riesumate, pulite e riseppellite in un foro scavato su una vicina scogliera. Non è ancora chiaro perché queste tombe non fossero quelle definitive.

Costruita e fortificata con impressionanti canali di basalto, Leluh è spesso considerata la città “sorella” del più famoso insediamento della Micronesia, Nan Madol, che sorge sulla vicina isola di Pohnpei. Ma la sua particolarità sta nel fatto che, mentre i piccoli isolotti di Nan Madol sono stati costruiti proprio sulla cima di una barriera corallina, a Leluh il corallo di fatto è incorporato nel materiale con cui sono stati costruiti molti edifici.

Alcuni dei coralli trovati nelle tombe risalgono a migliaia di anni fa. Zoe Richards e i suoi colleghi pensano che siano stati estratti dalle barriere che circondano l’isola durante la bassa marea. Anche perché prendere e trasportare la grande quantità di coralli utilizzati per edificare le piramidi e adornare gli edifici di Leluh “avrebbe richiesto una organizzazione sociale e uno straordinario supporto logistico da parte della popolazione“.

Gran parte della zona ora è invasa dalla foresta tropicale. Nel momento del suo massimo splendore Leluh era abitata da 1500 persone. Dall’isola i sovrani Tokosra governavano, già a partire dall’anno Mille, una delle civiltà più avanzate dell’Oceano Pacifico. L’antica città cadde in rovina nel XIX secolo a seguito di un devastante tifone. E la popolazione locale declinò rapidamente a causa delle malattie introdotte dai primi esploratori.

  • Consenso al trattamento dati