L’arazzo di Bayeux

Tapisserie de Bayeux - Scène 55 : le duc Guillaume se fait reconnaître.

Il capolavoro di Bayeux tecnicamente è un ricamo. Gli arazzi, nei quali i motivi sono tessuti, devono il nome ad Arras, una località nel nord della Francia vicina al passo di Calais, celebre per questo tipo di artigianato tessile. Già nel XV secolo i mercanti italiani, provenienti da viaggi nel Nord Europa, chiamarono tutti i tessuti figurati con il nome di “panno di razzo” e poi “arazzo”.

L’arazzo di Bayeux è la più lunga storia a ricamo mai realizzata. Dichiarato dall’Unesco Patrimonio della memoria del mondo, è una meravigliosa testimonianza dell’arte ad ago nell’Europa settentrionale della seconda metà del secolo XI.

Ritrae le vicende che culminarono nella conquista normanna d’Inghilterra e rappresenta un eccezionale spaccato sui modi di vivere e i costumi militari e civili dei popoli che ne furono protagonisti.

Sfiora i 70 metri di lunghezza ed è formato da nove pezze di lino bigio. Rettangoli di stoffa larghi appena 50 centimetri, che vanno da quasi 14 metri a circa 2,5 nella dimensione maggiore e sono uniti tra loro con tanta accuratezza che le prime cuciture furono scoperte nel 1874 e l’ultima solo nel 1982.

Stupisce l’effetto prospettico del ricamo, realizzato in filo di lana con l’uso sapiente di otto colori naturali su uno sfondo lasciato scarno, che restituisce un rilievo simile ad un intaglio ligneo o a un bassorilievo scultoreo. La ricchezza, l’originalità e l’accostamento delle tinte, uniti alla bellezza delle forme, rendono all’opera una finezza ineguagliata.

In realtà non è un arazzo perché le immagini non sono tessute, ma ricamate con quattro diversi tipi di punti: il punto erba è utilizzato per eseguire i contorni, i lineamenti dei personaggi e le iscrizioni che corredano le figure. Un caratteristico punto piatto o largo, detto di Bayeux, forma i riempimenti e le aree più estese, Poi c’è un punto diviso, più raro, realizzato con filo doppio e un punto a catenella di esecuzione molto particolare.

Non si sa chi abbia disegnato il soggetto, che con ogni probabilità venne realizzato su un supporto diverso prima di essere trasferito su lino, né chi eseguì con tanta perizia i ricami, la bordura che accompagna tutta la lunga storia dell’arazzo e le cuciture che uniscono le parti. Ma di certo fu un impegno importante: sulla striscia di stoffa sono riportati 1.500 soggetti tra persone, animali, edifici e piante, tra i quali 126 diversi personaggi inseriti in 58 scene, alcune corredate da didascalie in latino. Una lunga “pellicola” di cronaca medioevale che occupa il centro del tessuto ed è interamente incorniciata tra due splendide bande istoriate.

Tapisserie de Bayeux - Scène 43 : l'évêque Odon bénit le banquet.

Nella scena 43, il personaggio centrale è l’arcivescovo Oddone, il quarto da sinistra alla tavola del banchetto. Da dopo il restauro del 1982-83, l’arazzo di Bayeux è esposto al Centre Guillaume le Conquérant, a Bayeux.

Il capolavoro di Bayeux è stato attribuito nel tempo alla commissione di diversi soggetti. La storia viene raccontata dal punto di vista dei Normanni e questo ha indotto a cercare tra i loro più alti dignitari chi ne avrebbe ordinato l’esecuzione.

La sua presenza a Bayeux è documentata dal 1476. L’inventario dei beni della cattedrale che lo menziona, specifica che ogni estate il grande telo istoriato veniva appeso per alcuni giorni lungo il perimetro della navata. Prima di questa data, non ci sono notizie dirette dell’opera. Intorno al 1100 però, l’abate Balderico di Bourgueil compose un poema per Adele di Normandia, figlia di Guglielmo il Conquistatore, in cui parla di un arazzo che raffigura la presa dell’Inghilterra. La descrizione non calza né per le misure né per il tipo di stoffa, ma è possibile che l’autore si sia ispirato indirettamente al ricamo di Bayeux.

Comunque, sembra che l’opera fosse a Beyeux da secoli, avvolta su una specie di rullo e conservata nella cattedrale, nel palazzo arcivescovile o dentro la biblioteca della città. Era conosciuta solo localmente e utilizzata per ricorrenze religiose e per accogliere ospiti particolari. In quelle occasioni veniva cerimoniosamente srotolata e non mancava mai di suscitare stupore e meraviglia.

Ma solo verso la fine del XVII secolo il grande ricamo cominciò a destare interesse negli ambienti accademici.

La tesi dello storico Dom Bernard de Montfaucon (1655-1741), che attribuì l’opera alla regina Matilde, moglie di Guglielmo il Conquistatore, non è documentata ma restò la predominante per molti anni, durante i quali l’arazzo partecipò in qualche modo alle vicende della storia di Francia.

Tapisserie de Bayeux - Scène 32 : des hommes observent la comète de Halley

Nell’arazzo (scena 32) c’è una cometa compatibile con quella di Halley, che fu visibile dall’Inghilterra alla fine di aprile del 1066.

Nel 1792 rischiò di diventare una vittima della Rivoluzione francese. Un carro di approvvigionamento del contingente di Bayeux stava per partire senza il telone di copertura e qualcuno propose di utilizzare il grande telo conservato in cattedrale. Ma l’opera fu salvata grazie alla sensibilità del commissario di polizia Lambert Léonard Leforestier.

Si dice che anche Napoleone ne abbia subito il fascino. Fece arrivare l’arazzo a Parigi nel novembre del 1803 per esporlo al Musée Napoléon, proprio mentre progettava la conquista dell’Inghilterra. E rimase colpito da una coincidenza: un corpo celeste di aspetto simile a quello raffigurato nell’arazzo alla vigilia della battaglia di Hastings fu infatti osservato il 6 dicembre 1803 tra Calais e Dover.

Comunque fosse, nel febbraio del 1804, quando l’arazzo tornò a Bayeux, era diventato finalmente un’opera celebre in tutto il mondo.
Così anche il suo stato di conservazione diventò oggetto di interesse: dal 1842 fu trasferito in una sala della biblioteca pubblica, svolto dal suo supporto ed esposto sotto la protezione di una lastra di vetro. Nella seconda metà dell’Ottocento fu anche riprodotto a dimensione naturale grazie alla moglie di un facoltoso commerciante inglese, che finanziò la creazione della copia oggi visibile nel museo di Reading.

Le ipotesi sui possibili committenti si moltiplicarono. E c’era in ballo anche una certa dose di orgoglio nazionalista tra due correnti di studiosi francesi e inglesi, che di volta in volta attribuivano al proprio paese la paternità del prezioso ricamo.

Ma sembra che il candidato più probabile sia l’arcivescovo Oddone di Bayeux (ca. 1036-1097), fratello per parte di madre di Guglielmo il Conquistatore, statista e suo consigliere personale. In effetti, Oddone è il personaggio più in evidenza nell’arazzo a parte Guglielmo. E l’arcivescovo possedeva la disponibilità finanziaria per ordinare l’opera che, per come lo presenta, potrebbe aver avuto l’obiettivo non secondario di una sottile propaganda religiosa, se non proprio personale, accanto a quello evidente di celebrazione della gloria normanna. Oddone avrebbe commissionato l’arazzo per la nuova cattedrale di Bayeux, inaugurata nel 1077 sulle rovine dell’incendio della precedente.

La storia narrata nell’arazzo culmina nella celebre battaglia di Hastings del 1066, immortalata nella seconda parte del ricamo, mentre la prima riguarda le intricate vicende che precedono e giustificano l’invasione. Gli antefatti della battaglia dipendono dagli avvenimenti storici che legarono la parte settentrionale del continente all’isola britannica.

Tomba di Rollone Cattedrale di Rouen

La tomba di Rollone nella cattedrale di Rouen. Il norvegese era soprannominato “Il Camminatore” perché si diceva fosse così grande e pesante da essere costretto a viaggiare a piedi, dato che nessun destriero avrebbe potuto reggere la sua mole.

La regione nord-occidentale della Francia è stata abitata da sempre, ma ha preso il suo nome attuale durante il Medioevo. Nella preistoria, la presenza dell’uomo è testimoniata da manufatti e costruzioni megalitiche. Di epoca romana sono numerose vie di comunicazione e siti urbani nei quali, a partire dal III secolo d.C., sono presenti tracce delle prime invasioni da parte dei popoli germanici occidentali e dei Sassoni in particolare. Alla fine del V secolo, la regione passò sotto la dominazione di altri invasori che provenivano dall’Europa occidentale, i Franchi. E nel VI e VII secolo si sviluppò il monachesimo, che completò il processo di evangelizzazione iniziato nel periodo del tardo impero romano.

A partire dalla fine dell’VIII secolo cominciarono le incursioni dei Vichinghi, chiamati Northmanni, “Uomini del Nord”. Nel 911, un gruppo di Normanni si insediò in modo stabile nella bassa valle di Rouen e alla foce della Senna. Il loro capo, un norvegese di nome Rollone, si era accordato con il re franco della dinastia dei carolingi Carlo Il Semplice, che in cambio della concessione del territorio pretese la conversione al cristianesimo e la difesa delle coste dagli attacchi degli altri vichinghi.

Con il contratto di vassallaggio era nato il ducato di Normandia. Che rimarrà sotto i Franchi fino alla battaglia di Hastings e poi passerà alla Corona d’Inghilterra.

Etelredo dal manoscritto Cronaca di Abingdon

Etelredo l’Impreparato dal manoscritto “Cronaca di Abingdon”. Anche se salì al trono a soli 10 anni, in realtà sarebbe dovuto passare alla storia come Etelredo lo Sconsigliato perché non aveva consiglieri, ma per un errore di traduzione dell’anglosassone Unræd, che significa senza consiglio, nell’inglese moderno Unready, è ricordato come l’impreparato. Il nome anglosassone Æþelræd, significa nobile senza consiglio, da cui il soprannome originario.

Nel frattempo, dall’altra parte della Manica i rapporti con i vicini Vichinghi andavano molto male. Nel 1013, le incursioni e gli attacchi erano diventati così frequenti che i sovrani anglosassoni dovettero cercare rifugio in Normandia.

Bayeux_ReEdoardo

Al tempo della canonizzazione di Edoardo il Confessore, fatta da Papa Alessandro III nella cattedrale di Anagni nel 1161, i santi venivano categorizzati principalmente in martiri e confessori, a seconda che fossero morti per fede o per cause naturali (e poi un Edoardo il Martire c’era già). Edoardo il Confessore è il patrono dei re, dei matrimoni difficili, degli sposi separati e per un certo periodo è anche stato considerato il santo patrono dell’Inghilterra. Dopo è rimasto il patrono della famiglia reale inglese.

Tra questi c’era Edoardo (1002-1066), figlio di Etelredo l’Impreparato e della sua seconda moglie, Emma di Normandia. Edoardo, che passerà alla storia come Il Confessore, ma solo per motivi di classificazione, fu il penultimo re degli anglosassoni e il primo sovrano d’Inghilterra di quella dinastia.

Salì al trono nel 1042 alla morte del fratellastro per parte di madre Canuto II, che fu l’ultimo re danese a governare l’Inghilterra. E, a tutti gli effetti, fu Edoardo a portare i normanni nell’isola britannica. Infatti, dato che non aveva avuto figli, promise di lasciare il regno a Guglielmo il Conquistatore (1028-1087), pronipote di sua madre Emma di Normandia.

Tapisserie de Bayeux - Scène 23 : Harold prête serment à Guillaume

Guglielmo il Conquistatore prima della conquista dell’Inghilterra era chiamato anche Guglielmo il Bastardo perché era un illegittimo. Ma c’è da dire che l’appellativo “il Conquistatore” se lo guadagnò già prima del 1066 per le sue vittorie sui Bretoni e per la conquista del Maine.

Il regno d’Inghilterra però faceva gola a molti. E si sentivano in diritto di pretenderlo soprattutto Aroldo II, cognato di Edoardo e figlio del conte di Wessex, alto dignitario d’Inghilterra che era stato molto vicino al predecessore di Edoardo sul trono e Harald III di Norvegia.
Quest’ultimo reclamava il regno per il fatto che suo zio Magnus I di Norvegia aveva stretto un patto con Canuto II d’Inghilterra secondo il quale se uno fosse morto senza eredi l’altro avrebbe ereditato entrambe le corone. E il caso aveva voluto che Magnus fosse morto in mancanza di eredi diretti.

Edoardo il Confessore morì il 5 gennaio 1066. E, benché avesse designato Guglielmo come erede, gli successe il potente Aroldo II d’Inghilterra.

 

Questi gli antefatti della battaglia di Hastings.

Nell’ottobre del 1066, il duca di Normandia approfittò di una massiccia scorreria guidata da Harald III di Norvegia per radunare un esercito e sbarcare sull’isola britannica.

Gli eserciti inglese e normanno si trovarono uno di fronte all’altro tra la Senlac Hill, una bassa collina circa 10 chilometri a nord di Hastings, e la piana sottostante. Lo scontro iniziò in mattinata. E al tramonto Guglielmo era sovrano d’Inghilterra. Ma questa è un’altra storia.

Daniela Querci

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