Ladislao il Breve: nella botte piccola c’è il regno buono

Ladislao I in un ritratto cinquecentesco

Ladislao I in un ritratto cinquecentesco

Secondo l’antica profezia, come i resti del santo patrono Stanislao, assassinato e smembrato per ordine di re Boleslao, si erano ricongiunti per riposare insieme nella Cattedrale di Cracovia, così anche la Polonia, divisa in tanti stati dai tempi dello stesso Boleslao, sarebbe tornata un giorno ad essere unita in un solo grande paese.

Ma chi l’avrebbe detto che a realizzare la profezia sarebbe toccato proprio a un principino complessato, sfortunato e perdente come Ladislao il Breve?

Nato, decisamente senza camicia, a Cracovia nel 1261, Ladislao era basso, brutto e senza uno straccio di terra. E con una madre che sin da neonato aveva fatto di tutto per complicargli la vita.

Il piccolo Ladislao, piccolo in ogni senso, era venuto alla luce con vent’anni di ritardo sui fratelli: mentre la balia gli cambiava ancora i pannolini, Leszek il Nero e Siemomys già si contendevano il piccolo e litigioso principato di Kuyavia, retto dal padre Casimiro.
Altri due pargoli sarebbero arrivati in seguito, a complicare ancora di più la situazione di un principato con poca terra e troppi eredi.

Da parte sua, mamma Eufrozyna, terza moglie di Casimiro, aveva pensato bene di aiutarlo avvelenando i figli dei precedenti matrimoni, senza peraltro riuscirci.
I due principi ereditari non l’avevano presa troppo bene e il risultato era stata una faida che aveva visto i figli maggiori muovere guerra al padre riuscendo ad agguantare in anticipo l’eredità.

Prima ancora di uscire dalla culla, insomma, Ladislao aveva già una vita piuttosto difficile. E dopo, non poteva che peggiorare: a sette anni aveva perso il padre ed era troppo giovane per poter accedere all’eredità.

Ma più che brama di potere Ladislao aveva in realtà una sola grande ambizione: fuggire più lontano possibile dalla madre.

Lo stemma di Ladislao I

Lo stemma di Ladislao I

Divenuto maggiorenne, insieme ai fratelli minori, Casimiro e Siemowit, forma un triumvirato che governa l’ultima particella disponibile del principato di Casimiro: il minuscolo regno di Brest. Diventa così uno dei più piccoli principi della terra polacca. Piccoli, ancora una volta, in ogni senso.

Quella di Leszek il Nero, al contrario, è una straordinaria carriera che lo porta a diventare, nel 1279, Duca di Cracovia.
Ladislao si sottomette completamente a lui, tanto da rinunciare ad inserire la corona sul suo stemma. Persino la moglie gliela sceglie il fratello: è la cugina Jadwiga, figlia del principe della Grande Polonia. Si sposano nel 1284 e a Ladislao non è concessa nemmeno l’ingente dote, che viene immediatamente sequestrata da un altro fratello. In compenso, quel matrimonio è destinato a portare allo sfigatissimo cadetto il titolo di Principe della Grande Polonia.

La frammentazione dei territori polacchi  tra la morte di Boleslao III nel 1138 e l'incoronazione di Ladislao I nel 1320

La frammentazione dei territori polacchi tra la morte di Boleslao III nel 1138 e l’incoronazione di Ladislao I nel 1320

Quando nel 1288 Leszek muore la fortuna sembra finalmente sorridere a Ladislao, che diventa duca di Cracovia.
Si scoprirà però ben presto che non si trattava di un sorriso, ma di un ghigno: il duca, acclamato principe dai nobili della Grande Polonia, viene subito cacciato da Enrico IV il Probo, che prende il suo posto.

Nel 1296 Ladislao riesce però a riconquistare il potere grazie all’appoggio di clero e nobiltà. Ma deve vedersela con il re ceco Venceslao III di Boemia che, incassato l’appoggio dei maggiorenti, infligge al nostro l’ennesima umiliazione: il piccolo principe viene degradato ed espulso dal paese.
Ma Ladislao non si scoraggia: dalla vita ha preso così tanti schiaffi in faccia da avere imparato a difendersi, ed è ormai determinato a diventare lui, figlio bistrattato e oppresso di un sovrano mediocre, il Padre della Patria.

Quella patria divisa da duecento anni per una sorta di maledizione che aveva colpito l’empio re Boleslao.

Grazie ai suoi successi diplomatici e militari, Bolesalo II aveva avuto la possibilità di passare alla storia come uno dei più autorevoli regnanti polacchi. Ma l’assassinio del vescovo di Cracovia e futuro patrono della Polonia era costato a lui l’esilio e al paese la frammentazione.
Suo fratello Ladislao, senza essere mai riuscito ad ottenere l’incoronazione, aveva infatti diviso la Polonia tra i suoi due figli scatenando una guerra vinta nel 1109 da Bolesalo III Boccatorta che, a sua volta, aveva spezzettato il regno tra i suoi eredi.

Ne era scaturita una frammentazione territoriale destinata a durare ben due secoli, fatti di lotte fratricide e alleanze provvisorie, mentre cresceva l’importanza del ruolo rivestito dai monasteri e l’aspirazione ad un’unità profondamente sentita dal popolo polacco.

Il primo a cingere nuovamente la corona era stato il duca della Grande Polonia e Pomerania Przemysl II nel 1295, anche se, in realtà, il nuovo sovrano aveva esercitato il potere effettivo solo su una parte del territorio polacco ed era stato assassinato poco dopo la salita al trono.

Polonia nel 1301 al tempo di Venceslao II

La Polonia nel 1301, al tempo di Venceslao II

Nel 1300 la corona era passata nella mani del re di Boemia Venceslao, che aveva cacciato Ladislao da Cracovia.

Per nulla rassegnato, il Principe Breve nel 1304 occupa la Grande Polonia con un esercito che conta più contadini che cavalieri e poi conquista la Pomerania. Nonostante la ribellione del governatori di Cracovia e Sandomierz, riesce a mantenere il controllo delle due città grazie al sostegno tanto del popolo quanto dell’aristocrazia.

Infine, con l’aiuto di papa Bonifacio VIII, si lancia alla conquista della corona muovendo il suo esercito contro il regno di Boemia, che dopo la morte di Vencelsao era finito nelle mani dei conti di Lussemburgo.

Dal 1310, dunque, è Giovanni di Lussemburgo, figlio adottivo di Venceslao, il nuovo pretendente al trono della Polonia: è straniero, è vero, ma ha dalla sua parte il potente ordine dei Cavalieri Teutonici.

Nessuno, però, può ormai fermare l’intrepido e paziente principe Ladislao.

Lo stato dell'Ordine Teutonico nel 1260

Lo stato dell’Ordine Teutonico nel 1260

Per tutta la vita ha aspettato la sua occasione di riscatto e ora trionfa sul nemico: dopo essere riuscito, finalmente, ad unire tutti i principati del paese e aver ottenuta l’approvazione del papa, il 20 gennaio 1320 Ladislao il Breve viene solennemente incoronato re di Polonia nella cattedrale di Cracovia.

È la prima volta che la cerimonia avviene nella città di San Stanislao, destinata a restare la capitale del paese fino al 1609.

Fuori dai confini del regno rimane la Slesia, divisa in una serie di ducati fedeli al Regno di Boemia, mentre della Pomerania si sono impadroniti i Cavalieri Teutonici. La Masovia invece ha conservato la sua indipendenza.

L’anziano re polacco trascorrerà i suoi ultimi anni di vita consolidando i confini, minacciati dall’alleanza tra i Cavalieri Teutonici e Giovanni di Lussemburgo, per lasciare poi il giovane regno a suo figlio Kazimierez, destinato a passare alla storia come Casimiro il Grande.

Arnaldo Casali

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