La Madonna israelitica di Amelia

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Nella chiesa della Madonna delle cinque fonti, ad Amelia (Terni), sul mantello della Vergine sono raffigurate le Stelle di David, simbolo di Israele. (Foto© Fabio Alessandrini, www.ilritrattista.it)

Un piccolo enigma è racchiuso in un’antica chiesa appena fuori delle mura della città di Amelia, in Umbria: un singolare affresco che ritrae la Madonna con la veste completamente ricoperta di Stelle di David, simbolo di Israele.

La chiesa è quella della Madonna delle cinque fonti: un edificio a unica navata priva di transetto e terminante in un’abside semicircolare, edificata nel corso del XV secolo e che ha subito molti rimaneggiamenti nei secoli successivi.

Secondo la tradizione qui sostò in preghiera San Francesco nel 1213. Su quel luogo era stata eretta poi un’edicola votiva alla Madonna nel 1225 e nel 1470 la chiesa, che deve probabilmente il nome ad un antico toponimo che individuava un luogo, situato nelle immediate vicinanze, in cui era una fontana, la cui acqua scaturiva attraverso cinque bocche.

Architettonicamente la chiesa di Santa Maria delle cinque fonti presenta una facciata lineare, contraddistinta da due finestre dette del “viandante” poiché consentivano di assistere alle celebrazioni dall’esterno dell’edificio. Oggi viene officiata solo occasionalmente, e non è quindi molto accessibile. Contiene però un affresco quantomeno singolare: raffigura la Madonna con il bambino con la particolarità – come detto – che la veste della Vergine è completamente ricoperta da stelle di David, con le punte sormontate da tre piccoli cerchi pieni, emblema della trinità.

La Madonna con le stelle di David risale alla fine del XVI secolo o ai primi anni del XVI e rappresenta uno raro esempio di contaminazione culturale e religiosa tra cristianesimo ed ebraismo.

La parte inferiore dell’affresco è altrettanto interessante, perché vi è immortalato il committente, raffigurato in preghiera a mani giunte, con un’iscrizione da cui si capisce che era stato sanato di un qualche male alle gambe. L’ipotesi è che l’uomo in questione fosse proprio ebreo. D’altra parte all’inizio del Cinquecento ad Amelia vivevano molti ebrei, ai quali – dal 1394 – era stata concessa la residenza per esercitare “artem mutui et usurarum”.

Resta da capire il motivo che può avere spinto il committente del dipinto a chiedere al pittore di punteggiare le stelle con i tre cerchi della trinità: l’ipotesi più probabile, ovviamente, è che l’ebreo si fosse convertito al cristianesimo, magari proprio a seguito della grazia ottenuta e avesse voluto rimarcare l’identità ebraica della stessa Maria.

Quel che è certo è che oggi la “Madonna delle stelle”, dipinta all’epoca in cui più forte era l’antisemitismo cattolico, abbatte la millenaria inimicizia tra cristiani ed ebrei ricordando come Maria, così come lo stesso Gesù, i suoi discepoli e tutti i primi cristiani, erano di nazionalità, cultura e religione ebraica.

“Non sono venuto ad abolire la legge – diceva, appunto il Messia – ma a portarla a compimento”.

 

Foto© Fabio Alessandrini
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