La fine dello Scisma d’Occidente

Gaudeamus omnes in Domino!“. Quel 2 luglio 1419, quando il decano del sacro collegio Jean de Brogny prese la parola con lo squillante invito a “gioire tutti nel Signore”, di sicuro molti dei presenti cedettero alla commozione.

Il Cardinale Oddone Colonna di Genazzano salì al soglio pontificio l’11 novembre 1417 e prese il nome del santo del giorno, Martino

Il grande salone del convento fiorentino di Santa Maria Novella era gremito di vescovi e arcivescovi, funzionari di curia, nobili e ambasciatori.

Papa Martino V sedeva sul trono circondato dai suoi cardinali, tra i quali, insignito della porpora solo qualche giorno prima, Baldassarre Cossa.

Era lui la ragione di tanta commozione, lui il motivo per cui la Chiesa tutta era invitata a gioire.

Eletto papa col nome di Giovanni XXIII nel 1410, in pieno Scisma d’occidente, Cossa si era adoperato al massimo delle sue possibilità per relegare nell’ombra gli altri due pontefici rivali, il “romano” Gregorio XII e l’“avignonese” Benedetto XIII, ma la sorte gli aveva riservato una fine indecorosa, con tanto di processo canonico che lo aveva riconosciuto “indegno” del papato, deposto e sbattuto in prigione lontano da tutto e da tutti, nel Palatinato.

Ora, sconfitto e umiliato, si era presentato in ginocchio dal nuovo pontefice universalmente riconosciuto baciandogli i piedi e professandogli obbedienza, e questi lo aveva accolto con misericordia, perdonandolo e reintegrandolo nel sacro collegio col titolo di vescovo di Frascati. Quale migliore occasione per celebrare la fine del “nefasto scisma” e la ritrovata unità della Chiesa?

L’elezione di Martino V a Costanza in un acquarello quattrocentesco

Gli storici hanno sempre fatto coincidere la fine dello Scisma d’Occidente con l’elezione di Martino V, l’11 novembre 1417 a Costanza. Dal punto di vista canonistico è certamente così perché, dopo quasi quarant’anni di divisioni che avevano prodotto fino a tre obbedienze pontificie diverse, quella era certamente la prima elezione accolta senza discussioni in tutto l’universo cristiano.

L’episodio di Santa Maria Novella riveste tuttavia un significato simbolico che è difficile ignorare. Il conclave di Costanza non aveva cancellato di colpo le scorie dello scisma, tra cui, appunto, la detenzione di Baldassarre Cossa, prigioniero del conte Palatino Ludovico di Baviera sin dal giugno 1415.

Dopo quattro anni, a ricordarsi di lui e a chiedersi se non fosse arrivato il momento di tirarlo fuori di lì non era stato il nuovo papa bensì un fiorentino che rispondeva al nome di Giovanni de’ Medici, grande amico e confidente di Cossa, divenuto ricchissimo proprio grazie agli affari conclusi sotto il suo pontificato.

La prima pagina del sermone di Jean de Brogny (Parma, Biblioteca palatina, Ms. Parm. 1194)

L’insistenza del Medici aveva vinto l’opposizione di Martino V, timoroso che una volta libero l’ex papa potesse rivoltarglisi contro e magari rinfocolare lo scisma appena concluso. E invece l’incontro tra i due, i primi giorni di giugno del 1419 a Firenze, era avvenuto in un clima di enorme commozione e perfino incredulità: il papa e il suo predecessore che si abbracciavano piangendo aveva fatto gridare al miracolo molti fiorentini. Martino, balbettando, aveva promesso “cose utili” e “onore” all’uomo che era ai suoi piedi e che nove anni prima lui stesso aveva contribuito, da cardinale, a far diventare vicario di Cristo in Terra. Poi erano arrivati la porpora e quel sermone.

“Dopo avere diretto i suoi passi verso questa sublime città”, scandì il cardinale de Brogny ricordando l’ingresso di Cossa a Firenze poche settimane prima, “lo abbiamo visto con grandissima umiltà prostrarsi ai santissimi piedi dell’erede dell’apostolo, che egli ha riconosciuto come unico e solo pastore universale. Quanta nobiltà d’animo in quest’uomo, che con questo atto ha mostrato di non desiderare il papato ma solo ed esclusivamente l’unità della Chiesa. E con quanto giubilo esalteremo il nostro pontefice e signore, che Dio stesso ha scelto nel mondo per il suo misterioso disegno e nella cui persona è ora riunita la cristianità tutta intera?”.

Brogny aveva ragione: tutti potevano finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ora, lo scisma e le sue scorie si erano davvero dissolti.

Mario Prignano

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