Il bestiario ricamato

Particolare di una tovaglia a Punto Assisi con i classici motivi zoomorfi su sfondo blu

Particolare di una tovaglia a Punto Assisi con i classici motivi zoomorfi su sfondo blu

Il ricamo a Punto Assisi, nato nel Medioevo, racconta di miti e di leggende. Per le favolose vicende che evoca e per i richiami al mondo classico da cui risorgono i suoi soggetti, è un’arte senza tempo che popola cuscini, tovaglie e copriletti di creature in bilico tra realtà e fantasia e le imprigiona in raffinate architetture geometriche dal sapore bizantino.

Leocorni, grifi e leopardi, ippocampi, aquile e pavoni mescolano le proprie fattezze in suggestive alchimie anatomiche e risaltano candidi su sfondi rubino e zaffiro, i colori tradizionali del ricamo.

Una tecnica di discendenza antica Utilizzata a partire dal Duecento, soprattutto dalle monache clarisse, è costruita sull’estetica sottile del contrasto, che riempie con il punto croce non le figure, ma gli spazi tutto intorno. Dai margini delineati a Punto Scritto e circondati da un colore uniforme, le grottesche e gli eleganti fregi ornamentali che le incasellano emergono limpidi sulla Tela Francescana, uno speciale lino naturale o écru di ordito e trama particolarmente regolari. Una tecnica perfetta, in cui il disegno è del tutto individuabile anche sul rovescio, accurato e conforme in ogni dettaglio al lato nobile del manufatto.

La matassa per realizzare i contorni e la riempitura del fondo è spesso di color ruggine, come il saio francescano o celeste, per evocare l’abito di Santa Chiara.

1488 Domenico Ghirlandaio ultima cena nel refettorio del convento di Ognissanti

L’Ultima cena di Domenico Ghirlandaio (1488), nel refettorio del convento di Ognissanti a Firenze, è uno degli esempi della grande arte rinascimentale che riporta i ricami medievali nati ad Assisi

Patrimonio storico e artistico Il Punto Assisi è così unico e particolare, le sue origini tanto pregiate e secolari, che la città ne mantiene valore e tradizione grazie ad un’associazione: l’Accademia Punto Assisi, nata nel 1998 con un progetto ministeriale che assimila questo prodotto di artigianato al patrimonio storico e artistico del territorio. L’Accademia si occupa di definire rigorosamente le fasi di creazione, di salvaguardare lo stile e di trasmettere la cultura del Punto Assisi, fortemente legata ai luoghi e alla loro storia millenaria. I disegni sono ripresi dal “bestiario” medievale, dai portali, dalle facciate delle chiese e dai cori lignei.

Andrea-della-robbia-e-botte

Ascensione, Andrea della Robbia e bottega, Città di Castello

La fauna mitologica che infonde particolare fascino al ricamo è firmata da grandi maestri dell’arte: da Giotto e Simone Martini al Perugino, al Ghirlandaio e al Pinturicchio, fino a Leonardo da Vinci e a Raffaello, che hanno reso immortali i motivi del Punto Assisi dipingendoli nei loro capolavori. Anche l’uso del contrasto ha illustri predecessori: basti ricordare le splendide terrecotte invetriate di Andrea della Robbia che decorano tante chiese e conventi dell’Umbria. Ceramiche caratterizzate dalla bicromia bianco su blu, nelle quali le figure dell’iconografia classica si stagliano con grazia inimitabile su sfondi di un azzurro intenso.

Il simbolo dell'Accademia Punto Assisi ricamato su un cuscino

Il simbolo dell’Accademia Punto Assisi ricamato su un cuscino

L’emblema dell’Accademia Il Punto Assisi è indissolubilmente legato anche a San Francesco. Il magnifico dossale del XIII secolo noto come Mantello di Jacopa de’ Settesoli reca i disegni più tradizionali del ricamo. La nobildonna romana amica e seguace di Francesco, ora sepolta con lui nella cripta della basilica di Assisi, lo avrebbe ricamato per il santo in prossimità della morte.

In realtà il drappo, parte del Tesoro della basilica, è catalogato in un documento del 1338 come dono dell’Imperatore dei greci. I punti del ricamo non sono quelli canonici del Punto Assisi e la sua origine bizantina è individuabile nelle complicate teorie di medaglioni lobati in cui sono inscritte coppie di grifoni rampanti, di aquile e di lupi, come nell’intreccio arabescato e nel fogliame che orna gli animali.

Ma il disegno è così bello da essere diventato l’icona del repertorio artistico da ricamare, tanto da apparire, in un particolare, nell’emblema e nel marchio registrato dell’Accademia Punto Assisi. E non solo. Un manto di sei metri di lunghezza, ricamato in Punto Assisi sul disegno originale di Jacopa de’ Settesoli, fu il dono della città alla regina Giovanna e al re Boris di Bulgaria, che nel 1931 celebrarono le loro nozze nella basilica di San Francesco.

Una tela Buratto ricamata con il Punto Madama Caterina

Una tela Buratto ricamata con il Punto Madama Caterina

Un punto per la Madama Dicono che Caterina de’ Medici avesse splendide mani. Di certo le utilizzò, insieme al suo spiccato senso artistico, per dedicarsi alla preziosa arte del ricamo, in cui è ricordata come un’innovatrice. Si deve a lei un punto armonioso, semplice e di grande effetto, che riproduce fogliame, grottesche e composizioni geometriche simili a quelle del Punto Assisi, ma su un supporto e con punti differenti. L’Accademia Punto Assisi lo ripropone nel rispetto della tecnica originale, ricavata da esemplari autentici di manufatti ricamati a Punto Madama Caterina de’ Medici e conservati a Parigi. Il tessuto è una tela rada detta Buratto, trapunta con cotone morbido e spesso. Il tipico ornato, l’originalità dei motivi e la finezza degli accostamenti ne fanno un prodotto artigianale di grande pregio, che l’Accademia divulga con corsi e lezioni parallele a quelle dedicate al Punto Assisi.

Daniela Querci

Testo tratto da ”Umbria delle mie Trame. Tessuti, merletti e ricami: gli itinerari dell’alto artigianato artistico” edito da Promocamera, azienda speciale della Camera di Commercio di Perugia.
Il volume è scaricabile dal sito Tipicamente Umbria – Artigianato artistico

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