I sette miracoli di Gubbio

i-7-miracoli-gubbio_copUn piccolo, grande evento editoriale. Nei giorni del Festival del Medioevo, negli stand della Fiera del Libro Medievale sarà in vendita I sette miracoli di Gubbio e l’ottavo. Una parabola, un raro racconto favolistico, tradotto in italiano per la prima volta e ispirato ai “Fioretti di San Francesco”, scritto dal frate domenicano Raimondo Leopold Bruckberger (1907-1998).

L’operazione editoriale è curata dalla Fondazione Mazzatinti.

È il giugno del 1951 quando Bruckberger, scrittore, traduttore e regista, invia al filosofo umbro Pietro Ubaldi il dattiloscritto, chiedendogli di tradurlo in italiano. Il domenicano, all’epoca, è già uno dei più importanti personaggi della cultura e della Chiesa francese: nato nel 1907 e prete dal 1934, ha militato nella Resistenza durante l’invasione nazista, è stato arrestato dalla Gestapo e ha accolto De Gaulle nella cattedrale di Notre Dame dopo la liberazione di Parigi. Come sceneggiatore ha scritto Gli angeli del peccato di Robert Bresson e ha diretto il film I dialoghi delle carmelitane. Nel 1947 ha fondato la rivista letteraria francese Il cavallo di Troia pubblicata da Gallimard, dove ha pubblicato il racconto Il Lupo di Gubbio, tradotto in inglese da Gerold Lauck nel 1948 con le illustrazioni di Peter Lauck.

Tre anni dopo Bruckberger invia il libro a Gubbio, dove Pietro Ubaldi, che è nato a Foligno nel 1886, insegna inglese. Ubaldi ha scritto 24 libri che analizzano il rapporto tra scienza e fede attraverso il sistema di evoluzione dell’universo; stimatissimo da Enrico Fermi e Albert Einstein, è stato messo all’indice da papa Pio XII (ma sarà riabilitato da Giovanni XXIII) e candidato al premio Nobel. Quando gli arriva il libro di Bruckberger sta per trasferirsi in Brasile, dove resterà fino alla morte, nel 1972. Per questo risponde al domenicano di non potersi occupare del suo volume, e lo lascia – insieme a tutto al suo archivio – al fratello Giuseppe, il quale a sua volta lo affiderà ai coniugi Giovanni e Luisa Beretta.

Dopo 66 anni quel volume – insieme alla corrispondenza tra lo scrittore e il filosofo – è riemerso dall’archivio di Anna Beretta per essere finalmente tradotto e pubblicato in italiano per iniziativa dalla Fondazione Mazzatinti, che lo presenterà ufficialmente alla comunità eugubina il 7 ottobre 2017.

Il volume, la cui traduzione è stata curata da Alessandro Pauselli, viene distribuito insieme alla ristampa anastatica della versione inglese per poter preservare e divulgare a livello internazionale l’unico “originale” disponibile di questa preziosissima opera d’arte ispirata ai Fioretti di San Francesco.

“Un messaggio, quello che emerge dal libro, apparentemente semplice, non effimero – commenta Gianfranco Cesarini, presidente della Fondazione Mazzatinti, nella prefazione all’opera – storicamente incardinato nella cornice medievale, di cui Gubbio è una perla”.

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