Giovanni XXI, l’unico papa nel Paradiso dantesco

Giovanni XXI ritratto in una ceramica medievale

Giovanni XXI ritratto in una ceramica medievale

Secondo alcune fonti, nel 1210, nasceva a Lisbona Pedro Juliào, detto anche Petrus luliani o Pietro di Giuliano, meglio conosciuto come Petrus Hispanus, per la sua origine iberica.

Frequentò inizialmente la scuola episcopale della Cattedrale di Lisbona per passare poi a Parigi, all’Università della Sorbonne (anche se per alcuni studiosi sembra abbia portato avanti i suoi studi nella non meno prestigiosa Università di Montpellier). Studiò Medicina, Teologia, Logica e Fisica.

Tra il 1245 ed il 1250 soggiornò in Italia, dove insegnò medicina all’Università di Siena. In questo periodo scrisse i dodici libri delle Summulae Logicales, sulla logica aristotelica, che per oltre 300 anni venne considerato testo di riferimento per le università europee.

Di grande pregio e importanza culturale per l’epoca, grazie alla sua modernità fu il suo commento al De animalibus di Aristotele.
In campo medico, la sua opera principale è il Thesaurum Pauperum (II tesoro dei poveri), una raccolta di rimedi per i mali più diffusi, trascritta in più versioni e tradotta in diverse lingue fino a tutto il XVIII secolo. Sempre tra gli scritti di medicina si ricordano i Problemata, la Summae medicinae, il Liber de conservanda sanitate e il trattato di oftalmologia De oculo. Nella sua carriera ecclesiastica fu decano a Lisbona, carica che scambiò con l’arcidiaconato di Vermuy, nella diocesi di Braga, nel Regno di Portogallo; nel 1273 divenne arcivescovo di Braga e nello stesso anno fu nominato cardinale-vescovo di Tuscolo da Gregorio X.

Una illustrazione del Thesaurus pauperum

Una illustrazione del Thesaurus pauperum

Alla morte di Adriano V (18 agosto 1276) iniziò a Viterbo il conclave per l’elezione del successore; il podestà della città, però, decise di avvalersi della bolla “Ubi periculum”, emanata per limitare la durata del conclave con lunghe discussioni; per questo motivo era prevista la “reclusione” (da cui la parola “conclave”, cum clave, per indicare la chiusura del luogo della riunione) dei cardinali, costretti a seguire una dieta a “pane e acqua”.
I diretti interessati protestarono, affermando che Adriano V aveva abrogato la “Ubi periculum“, ma alla fine il 15 settembre 1276 giunsero all’elezione di Pietro Ispano, consacrato cinque giorni più tardi col nome di Giovanni XXI.

Era un uomo di scienza e non fu un papa politico. Ma si impegnò per riportare la pace in Europa, favorendo la riconciliazione di Rodolfo d’Asburgo e Carlo d’Angiò. Incitò i prìncipi cristiani a indire una nuova crociata e inviò i suoi legati a Costantinopoli per far firmare a Michele Paleologo la fine dello scisma.

Morì il 20 maggio 1277, dopo essere rimasto vittima di un grave incidente nel Palazzo Papale di Viterbo: la volta del suo studio gli crollò addosso, probabilmente per un difetto di costruzione. C’è una nota ironica e insieme amara da sottolineare in questo episodio: Pietro Ispano si rivolgeva spesso ai suoi cardinali dicendo che il suo pontificato sarebbe durato parecchi anni in quanto, essendo un medico, sapeva bene come mantenersi in salute: infatti morì per un incidente e non per malattia.

Lo stemma di Giovanni XXI

Lo stemma di Giovanni XXI

La sua tomba si trova tuttora nella navata laterale del Duomo di San Lorenzo, la cattedrale di Viterbo.
Pietro Ispano è l’unico pontefice (fatta eccezione per San Pietro) ad essere espressamente lodato nel Paradiso da Dante Alighieri, che così scrive: «Pietro Spano, lo qual giù luce in dodici libelli» (Paradiso, XII, 135). Inoltre, insieme a San Damaso I (366-384), è uno dei due soli portoghesi ascesi al Soglio di Pietro.

Sul suo nome, spesso si è fatta confusione.
Seguendo la tradizione iniziata da Ottaviano dei Conti di Tuscolo nel 955 (che prese il nome pontificale di Giovanni XII), al momento della sua consacrazione al Soglio di Pietro, anche Pietro Ispano cambiò il suo nome di battesimo. Volle chiamarsi Giovanni XXI.
Ma sarebbe stato corretto che si fosse chiamato Giovanni XIX.
Tutto nacque da una confusione nella numerazione dei pontefici di nome Giovanni, a partire da Giovanni XIV (983-984). Questo papa, Pietro Canepanova da Pavia, durante le lotte causate dallo Scisma d’Occidente, dopo quattro mesi di pontificato venne imprigionato in Castel Sant’Angelo, dove morì dopo quattro mesi.
Nel Liber Pontificalis, per errore, si considerarono questi due periodi riferibili a due papi distinti e, per “far quadrare i conti”, si considerò un papa in realtà mai esistito, che fu chiamato Giovanni XIV bis.
Inoltre anche l’antipapa Giovanni XVI (Giovani Filagato, 997-998), tra Gregorio V e Silvestro II, venne considerato un pontefice legittimo.
Gli storici della Chiesa, nel tentativo di sistemare questi errori, inserirono forzatamente questi due papi (Giovanni XIV bis e Giovanni XVI), spostando la numerazione di due posti. Per questo motivo non è mai esistito un papa Giovanni XX. E Pietro Ispano è passato alla storia come Giovanni XXI.

Enzo Valentini

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