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Il grande racconto della Storia

Il Festival del Medioevo, ideato dal giornalista Federico Fioravanti, è organizzato dalla Associazione culturale Festival del Medioevo in collaborazione con il Comune di Gubbio, l’affascinante città medievale dell’Umbria che stregò Hermann Hesse: “Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale. E bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra”. Un luogo dove si può “sentire con i propri sensi il passato come presente, il lontano come vicino, il bello come eterno”.

Così, a Gubbio, ogni anno, nell’ultima settimana di settembre, studiosi e appassionati sfogliano insieme il grande racconto di dieci e più secoli di storia.

Il tema dell’ultima edizione (settembre 2019) è stato Donne. L’altro volto della Storia: un percorso di incontri e conversazioni intorno alla condizione femminile, alla radice dei pregiudizi e degli stereotipi. Nelle precedenti edizioni la manifestazione ha affrontato temi come La nascita dell’Europa (2015), Europa e Islam (2016), La città (2017) e Barbari. La scoperta degli altri (2018).

Scarica qui il programma dell’edizione 2019

La manifestazione prevede anche molti eventi collaterali (Fiera del libro medievale, mostre, mercati, spettacoli, rievocazioni e attività didattiche).

È una lente posata sul passato per provare a capire meglio l’età presente. E per scoprire con occhi nuovi e senza pregiudizi un’epoca vilipesa e spesso liquidata in modo frettoloso attraverso stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni. Secoli che per pigrizia, ignoranza o comodità, spesso vengono catalogati come “bui” oppure “oscuri”.

Eppure quei mille e più anni che in modo convenzionale definiamo Medioevo, per focalizzare meglio l’Età classica e stabilire l’inizio di quella che chiamiamo Modernità, sono stati il crogiolo della nostra civiltà. Un’epoca di scoperte scientifiche e di innovazioni. Dieci secoli in cui sono nate le lingue d’Europa, le nazioni, le banche e le università.

Lo ha spiegato bene Umberto Eco: “Il Medioevo inventa tutte le cose con cui stiamo ancora facendo i conti, le banche e la cambiale, l’organizzazione del latifondo, la struttura dell’amministrazione e della politica comunale, le lotte di classe e il pauperismo, la diatriba tra Stato e Chiesa, l’università, il terrorismo mistico, il processo indiziario, l’ospedale e il vescovado, persino l’organizzazione turistica: sostituite le Maldive con Gerusalemme e avete tutto, compresa la guida Michelin”.

Gli Incontri con gli autori sono ospitati nel centro Centro Santo Spirito, una costruzione medievale ricavata da un monastero del XIII secolo, a pochi passi dalla centrale Piazza Quaranta Martiri.

Ma tutta la “città di pietra”, dalla meravigliosa Piazza Grande al Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, dal monastero di San Francesco al complesso monumentale di San Pietro, fino ai quattro storici e antichi quartieri, diventa il teatro vivente della manifestazione.

Importanti appuntamenti arricchiscono i cinque giorni del Festival del Medioevo. A partire dalla Fiera del libro medievale, con gli stand sia delle grandi case editrici che dei piccoli editori specializzati, con tutto quello che c’è da leggere per conoscere meglio dieci secoli di storia nell’Italia e nel mondo, fino all’appuntamento Miniatori dal mondo organizzato in collaborazione con la casa editrice Arte Libro unaluna, durante il quale miniaturisti e calligrafi italiani e stranieri trasmettono l’arte degli scriptoria medievali ai tanti appassionati e agli studenti degli istituti artistici.

Il Festival del Medioevo con il focus Il Medioevo fra noi dedica uno spazio particolare anche rappresentazione dell’età medievale nella cultura pop. Una eterna miniera da cui vengono ancora estratti modelli, esempi e identità: un Medioevo immaginato, reinventato, rielaborato, ricostruito e, a volte, anche sconvolto nei nuovi linguaggi della politica, dei films e delle saghe televisive e attraverso le innovazioni dell’architettura, del costume e delle mode. L’appuntamento tematico nasce in collaborazione con l’unico convegno italiano dedicato allo studio del medievalismo, organizzato ogni anno nel mese di giugno a Gradara dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università degli studi di Urbino e dal Polo museale delle Marche.

La Tolkien session, organizzata in collaborazione con l’Associazione italiana Studi Tolkeniani, è invece dedicata all’approfondimento dell’opera del grande scrittore britannico autore del “Signore degli anelli” e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy.

In ogni edizione del Festival del Medioevo una intera giornata è costruita intorno a La scuola dei rievocatori, un evento pensato per valorizzare, attraverso l’analisi e la ricostruzione delle fonti storiche, l’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di rievocatori impegnati in ogni regione d’Italia nel far rivivere la storia e le tradizioni del loro territorio. Le esibizioni in abiti storici fanno da contorno all’evento. Il Medioevo dei bambini, ripetuto in diverse giornate, prevede giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli.

Il Festival offre anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati all’artigianato come La piazza dei mercanti e gli Antichi mestieri.

Il Festival del Medioevo gode dei patrocini scientifici della Treccani, del Ministero dei Beni Culturali, dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Isime), della Società Italiana Storici Medievisti (Sismed), della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami), del Centro Studi Longobardi, del Pontificio Consiglio della Cultura in Vaticano e della Fondazione Giancarlo Pallavicini.

Altri patrocini istituzionali sono assicurati dalla Regione Umbria e dalla Regione Lombardia.

Partners per il settore didattico sono la Fondazione Giuseppe Mazzatinti e l’Università Lumsa.

La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 è il principale media partner della manifestazione, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo.Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica, il sito e la casa editrice Enciclopedia delle donne, un’opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese e Radio Francigena, la voce dei cammini.

Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL) e la Camera di Commercio di Perugia.Tra gli sponsor principali Colacem, Fondazione Pallavicini, Banco Desio, Visit-Emilia, Città di Lucca, Metalprogetti, Fondazione Mazzatinti, Tecla e New Font.

Il sito della manifestazione e la relativa pagina Facebook @FestivalDelMedioevo (53mila followers) sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

Il Festival del Medioevo rilascia crediti formativi ai docenti, con diritto all’esonero dal servizio secondo la normativa attualmente in vigore (Direttiva n. 90 del 1° dicembre 2003).

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Voci di donne. L’universo femminile protagonista della V edizione del Festival del Medioevo

È stata una lezione di Maria Giuseppina Muzzarelli, ordinaria di Storia Medievale dell’Università di Bologna, ad inaugurare la quinta edizione del Festival del Medioevo, che si è svolta a Gubbio dal 25 al 29 settembre.Il tema del 2019 è stato “Donne. L’altro volto della Storia”: un percorso intorno alla condizione femminile, alla radice dei pregiudizi e degli stereotipi.

Maria Giuseppina Muzzarelli nella lezione di aprtura del Festival del Medioevo 2019. Guarda la sua lezione “Le voci delle donne”: https://www.youtube.com/watch?v=q00BD8sK9iw&list=PL6B972Ifdnmia3dMebv5g2y_VRR77bP6Y&index=3&t=7s

Le voci delle donne e le loro storie. Spesso inascoltate. A volte dimenticate. Eppure forti, chiare e resistenti. Capaci di riemergere, anche a distanza di secoli.

Un lungo racconto tra l’arte e la letteratura, la politica e la filosofia. Protagonisti dell’evento sono stati più di cento storici, saggisti, scrittori, scienziati, architetti e giornalisti, impegnati in una vera e propria sfida di divulgazione: raccontare storie piccole e grandi dal punto di vista delle donne. Nella vita quotidiana, nei palazzi del potere, all’interno dei conventi e perfino sui campi di battaglia: sante e regine, streghe e madonne, artiste, seduttrici, imprenditrici, guaritrici, scrittrici, miniaturiste, muse e medichesse.

Donne che scrivono e che governano, capaci di esplorare nuovi mondi o di evocarli.

Un viaggio affascinante, con molte sorprese. Riassunte in modo esemplare nella straordinaria figura di Christine de Pizan, la prima intellettuale di professione, vissuta fra fine Trecento e gli inizi del Quattrocento. Veneziana di nascita e francese di formazione. Ma italiana, figlia di un medico e astrologo emigrato alla corte del re di Francia, originario di Pizzano, un paesino dell’appennino emiliano. Nel suo libro più famoso, “La città delle dame”, Christine si batteva, in anticipo di secoli, per l’emancipazione femminile. Spiegava ai potenti del suo tempo che se a una ragazza fosse stata concessa la possibilità di studiare, quella fanciulla avrebbe ottenuto gli stessi risultati degli uomini. Anzi, forse li avrebbe superati. In altri scritti, ripeteva che bisogna rimuovere le “pietre nere” del pregiudizio gettate sul cammino delle donne: stereotipi e conflitti con i quali le società del mondo contemporaneo fanno ancora i conti, come testimoniano le cronache di tutti i giorni.

Donne celebri, capaci di influenzare la politica e la società del loro tempo, come Ildegarda di Bingen, Matilde di Canossa, Teodolinda, Irene di Bisanzio, Sichelgaita, Costanza d’Altavilla, Melisenda, Eleonora d’Aquitania, Giovanna d’Arco, Eleonora d’Arborea, Chiara d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Margherita Datini, Battista Sforza e Lucrezia Borgia.E altre figure femminili, tra storia e leggenda, diventate nei secoli delle vere e proprie icone della letteratura e dell’arte, da Beatrice a Francesca da Rimini, da Eloisa a Tristana, da Laura a Ginevra. La leggendaria papessa Giovanna. Trotula, prima donna medico. Le regine e sultane dell’Islam. Le Shieldmaidens, implacabili guerriere delle saghe norrene. Le donne di Tolkien ne Il signore degli Anelli. E le languide muse dei Preraffaelliti, interpreti nostalgiche, nella pittura e anche nella vita privata, di un Medioevo rimpianto, sognato, trasformato e a volte stravolto. Come nelle vicende di altre eroine, evocate sul grande schermo, nei fumetti e in rutilanti e seguitissime serie televisive, come Viking o Il trono di Spade: da Lagertha a Uta di Ballenstedt, da Ladyhawke a Daenerys Targaryen, fino alla terribile Cersei Lannister e all’audace e impulsiva Arya Stark. Un universo femminile raccontato nei dettagli dal sesso alle fake news e agli stereotipi sullo ius primae noctis e la cintura di castità, fino alle vicende meno note di donne in clausura, regine decapitate, spose bambine, prostitute in cerca di un riscatto sociale e transgender vissute nel Trecento.

SEI FOCUS Il ricco programma del Festival ha proposto sei approfondimenti tematici: La scrittura delle donne (giovedì 26 settembre); Tolkien session (venerdì 27 settembre); Bambin Gesù delle mani: il Pintoricchio ritrovato (venerdì 27 settembre); Il Medioevo fra noi (sabato 28 settembre) incontro sulla figura femminile nell’immaginario medievalista contemporaneo, La scuola dei rievocatori (sabato 28 settembre), appuntamento dedicato alle migliaia di rievocatori impegnati in ogni regione d’Italia nel far rivivere la storia e le tradizioni del loro territorio e Matilde, una donna del Mille (domenica 29 settembre).

LEZIONI STORIA DELL’ARTE Tra le lezioni d’arte, i focus su La Madonna del Parto di Piero della Francesca (mercoledì 25 settembre), Le donne sconosciute dell’Arazzo di Bayeux (giovedì 26 settembre) e il Pintoricchio e le Stanze Vaticane (venerdì 27 settembre).

MOSTRA Nel tardo pomeriggio di venerdì 27 settembre, nel Palazzo dei Consoli, sulla spettacolare Piazza Grande, è stata inaugurata l’esposizione di una straordinaria ed enigmatica opera del Pintoricchio, rimasta ignota per quasi cinquecento anni: il “Bambin Gesù delle Mani”. Prezioso frammento di un affresco scomparso, concepito tra il 1492 e il 1494 per volere di Rodrigo Borgia, salito al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI, l’opera racconta i segreti delle Stanze vaticane e la storia di Giulia Farnese, la bellissima “sposa del papa”.

SPETTACOLI Per le serate, il Festival ha proposto Lectura dantis. Voci di donne dall’Inferno a cura dell’attore e regista Franco Ricordi (mercoledì 25 settembre, Teatro Luca Ronconi), il concerto Ondas do mar, le cantigas de amigo e l’amore verso la donna nel Medioevo dell’Ensemble Micrologus (Palazzo Ducale, giovedì 26 settembre) e un concerto di Patrizia Bovi con voce, arpa e percussioni: Voci di donne, storie di sante, visionarie, mistiche (sabato 28 settembre, Refettorio Biblioteca Sperelliana).

FIERA DEL LIBRO MEDIEVALE È stata una occasione unica per trovare tutto quello che c’è da leggere sul Medioevo, dai saggi ai romanzi storici, fino ai fumetti e ai libri per bambini.

MINIATORI DAL MONDO L’antica arte della miniatura ha trovato nuova vita nella patria di Oderisi da Gubbio, dove miniaturisti e calligrafi italiani e stranieri hanno trasmesso l’arte degli scriptoria medievali ai tanti appassionati e agli studenti degli istituti artistici.

IL MEDIOEVO DEI BAMBINI Ripetuto in diverse giornate, è stato caratterizzato da giochi, letture, animazioni, laboratori d’arte e corsi di disegno, tutti riservati ai più piccoli.

La manifestazione ha offerto anche recital di poesia, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale, insieme a eventi particolari dedicati all’artigianato come La piazza dei mercanti e gli Antichi mestieri.

PARTNERS E PATROCINI Il Festival del Medioevo gode dei patrocini scientifici della Treccani, del Ministero dei Beni Culturali, dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Isime), della Società Italiana Storici Medievisti (Sismed), della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami), del Centro Studi Longobardi, del Pontificio Consiglio della Cultura in Vaticano e della Fondazione Giancarlo Pallavicini. Altri patrocini istituzionali sono assicurati dalla Regione Umbria e dalla Regione Lombardia.Partners per il settore didattico sono la Fondazione Giuseppe Mazzatinti e l’Università Lumsa. La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 è il principale media partner della manifestazione, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo.

Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica, il sito e la casa editrice Enciclopedia delle donne, un’opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese e Radio Francigena, la voce dei cammini.

Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL) e la Camera di Commercio di Perugia.

Tra gli sponsor principali Colacem, Fondazione Pallavicini, Banco Desio, Visit-Emilia, Città di Lucca, Metalprogetti, Fondazione Mazzatinti, Tecla, New Font e la Università dei Muratori di Gubbio.

Il sito della manifestazione e la relativa pagina Facebook @FestivalDelMedioevo (più di 50mila followers) sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia.

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Il Festival del Medioevo è ideato e organizzato da una associazione culturale senza scopo di lucro. Tutti gli Incontri con gli autori, i focus e le lezioni di Storia sono gratuiti e a ingresso libero.

Le video lezioni vengono anche pubblicate sul nostro canale YouTube per chi non può venire di persona al Festival. Il sito web è aggiornato tutto l’anno con molta frequenza: pubblichiamo articoli originali, firmati da storici e giornalisti e informiamo il pubblico sulle ultime novità editoriali e sulle notizie che riguardano il periodo storico dell’Età di Mezzo.

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