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Verso Santiago, in abiti trecenteschi

Il cammino è iniziato il 15 settembre 2018

La grande avventura è finalmente cominciata. Marina e Francesca hanno dato il via al loro insolito Cammino verso Santiago de Compostela in abiti storici. È il primo esperimento di living history di questo tipo: le due donne si sono messe in marcia accompagnate da una asinella, utilizzando esclusivamente vestiti e strumenti trecenteschi. Unica concessione al XXI secolo è un tablet, con il quale hanno iniziato a raccontare questa incredibile esperienza sin dai primi preparativi.

Marina Mascher, guida turistica di Bolzano e Francesca Baldassari, sarta storica e rievocatrice di Sarzana, specializzata in abiti medievali – entrambe 55enni – si sono cimentate nell’insolito progetto per realizzare un desiderio di Achille, il marito di Marina, scomparso cinque anni fa.

“Sappiamo che sarete con noi ad ogni passo – scrivono sul blog duedonneeunasino.com aspetterete notizie, vivrete con noi ogni giornata. Con noi porteremo i pensieri e le speranze che ci avete affidato, ci sospingerete quando i piedi faranno male e sarete la risposta migliore alla domanda: ‘Perché siamo qui a marciare’?”. Dopo mesi di preparazione ora il grande momento è arrivato: “Abbiamo chiuso le valigie, serrato la porta di casa, salutato persone. Il 15 settembre è iniziata la marcia a ritroso nel tempo, ma ancora lo spostamento prevede mezzi diversi dalle nostre scarpe: innanzitutto dei treni per arrivare al primo appuntamento”. Quello tra le due donne che vivono molto lontano tra loro e che si sono conosciute quindici anni fa in una rievocazione storica.

Il beutelbuch, un libro da portare alla cintura

La prima immagine postata all’inizio del viaggio è un Beutelbuch, libro da portare alla cintura. “L’abbiamo trasformato nel taccuino in cui prendere appunti sul nostro viaggio. Mi è sembrato il posto più bello per questa lettera “C” ricevuta in dono. C come coraggio, ma anche come Cammino, compagnia, condivisione”.

Se un libro le accompagnerà fino alla meta, quelli che sono serviti a preparare quest’esperienza sono moltissimi: “Libri presi da qualche scaffale di casa, libri comprati per l’occasione, libri donati da amici, libri che stavano ad attendere proprio noi in qualche punto di book crossing. Tante pagine lette avidamente, sfogliate di corsa, riprese dopo tanto tempo, oppure tenute da parte per quando si tornerà. I libri sono sempre dei buoni compagni, anche quando non raccontano tutto quello che ci si attendeva”.

Tra quelli citati dalle due pellegrine La leggenda aurea di Jacopo da Varagine, Lexikon der Heiligen di Erhard Gorys, Santi di Rosa Giorgi, la Guida del pellegrino di Santiago, il Libro quinto del Codex Calixtinus del secolo XII, e ancora Pellegrini del Medioevo. Gli uomini, le strade, i santuari di Raymond Oursel, Viaggiare nel Medioevo. Dall’ospitalità alla locanda di Hans Conrad Peyrer,

Il viaggio nel Medioevo di Jean Verdon, Chemins de Compistelle. Trois récits de pèlerins partis vers Santiago 1417 – 1726 – 1748 di Nompar de Caumont, Guillaume Manier e Jean Bonnecaze, In viaggio con l’asino di Andrea Bocconi e Claudio Visentin, Quello che le guide non dicono. Lettera a un giovane che parte per Santiago de Compostela di Manuel Belli, Il mondo a piedi. Elogio della marcia di David Le Breton e ancora Santiago e nuvole. Le fantasticherie di un pellegrino solitario di Stefano Scrima, e moltissimi altri. Francesca e Marina citano anche un film: Il cammino di Santiago di Emilio Estevez.

Le due rievocatrici con l’asinella Todra

Il percorso che le due rievocatrici stanno seguendo è il Camino francés, uno dei quattro itinerari principali. “Quello più settentrionale, la via Turonense, era legato a Tours, la città di cui era stato vescovo San Martino. Seguiva la via Lemovicense o di Limoges e poi la via Podense, ovvero di Puy. Tutte si riunivano a St. Jean-Pied-de-Port e varcavano i Pirenei verso Roncisvalle”.

Dal sud arrivava la via di Saint-Gilles o meglio Tolosana o ancora d’Arles, che era anche quella percorsa dai pellegrini che giungevano dall’Italia. Il valico verso la Spagna era quello del Somport. Attraversati i territori aragonesi, si congiungeva al Camino francés all’altezza di Puente de la Reina. “Ancor oggi la parte francese è costellata da chiese ed abbazie che ricordano quei tempi”.

Francesca e Marina hanno preso il volo verso la Francia, equipaggiate di scarpe medievali che erano state confezionate dallo stesso Achille e del classico cappello da pellegrino: il pètaso, così detto perché richiama il copricapo portato da contadini e viandanti nell’antica Grecia, spesso raffigurato in testa al dio Ermes: si tratta di un cappello a larghe tese, di feltro scuro, da allacciare sotto il mento, che protegge dal sole cocente ma anche dalle intemperie, spesso adornato dalla capasanta, che lo rendeva immediatamente riconoscibile.

L’esordio di questo magico viaggio, in realtà, è stato scarsamente romantico e con problematiche assai poco medievali: durante il volo, infatti, si sono persi i bagagli sia durante lo scalo a Parigi sia a Pau, da dove è partito il cammino. E dove, nella fattoria di Bibane, Francesca e Marina hanno conosciuto l’asinella Todra: è l’unica ad avere già fatto il percorso verso Santiago e sarà quindi la vera guida di questa fantastica avventura.

Arnaldo Casali

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Due donne e un asino in cammino verso Santiago de Compostela

Due donne e un asino, un viaggio nel tempo, una meta lontana, un sogno da realizzare per conto terzi. E un blog, per raccontare un’avventura straordinaria.

“C’era una volta un uomo con un sogno”: inizia così questa storia singolare. L’uomo era Achille, un cultore di rievocazioni medievali, e il sogno una camminata fino a Santiago de Compostela. Non il classico pellegrinaggio, però, ma un itinerario filologico, da fare con vestiti medievali, un carro trainato da buoi e la sola tecnologia disponibile tra il Trecento e il Quattrocento.

Oggi Achille non c’è più: cinque anni fa se l’è portato via un tumore al pancreas, ma il sogno è stato raccolto da sua moglie Marina e da Francesca, un’amica conosciuta proprio alle rievocazioni, che hanno deciso di dare concretezza a quella follia.

Marina Mascher fa la guida turistica a Bolzano e Francesca Baldassari è una sarta di Sarzana specializzata in abiti medievali che partecipa ogni anno al Mercato delle Gaite di Bevagna; hanno entrambe 55 anni, sono amiche da 15 e il 16 settembre partiranno alla volta di Santiago de Compostela, vestite esclusivamente con abiti medievali e accompagnate solo da un asino.

Unica concessione al XXI secolo sarà un tablet, con cui racconteranno in diretta il loro viaggio sul blog Duedonneeunasino.com, inaugurato il 25 aprile e attraverso il quale stanno già condividendo i preparativi del viaggio e approfondendo anche la figura stessa di Sant’Jago, ovvero San Giacomo, di cui viene proposta una suggestiva leggenda che – in qualche modo – cerca di conciliare in un unico personaggio le due figure omonime di san Giacomo apostolo (fratello di Giovanni) e Giacomo fratello di Gesù, primo vescovo di Gerusalemme.

San Giacomo maggiore (1484, ritoccato nel 1601) nell’affresco della chiesa antica di San Giacomo di Laives, il paese dell’infanzia e dell’adolescenza di Marina

“La Legenda Aurea – raccontano Marina e Francesca nel blog – sostiene che la madre di Giacomo fosse una sorellastra di Maria madre di Gesù, ovvero figlia di Anna e di Cleofa, fratello di Gioachino e secondo marito della nonna di Cristo. Giacomo, quindi, secondo questa teoria sarebbe cugino di Gesù. In altri post le due viaggiatrici spiegano che proprio Giacomo è il santo da invocare per il bel tempo e protegge dai reumatismi, e narrano la leggenda secondo cui – quando i suoi discepoli portarono il corpo in Spagna – dovettero affrontare la prigione, tori selvaggi e un drago che vomitava fiamme.

E ancora, in procinto di partire per Compostela, Marina e Francesca spiegano come il luogo fu chiamato “Campo Stella” perché nell’813 (o forse nell’830) una stella indicò all’eremita Pelagio il luogo dove era sepolto il santo, facendo di Santiago di Compostela una delle principali mete di pellegrinaggio nel medioevo, insieme a Roma e Gerusalemme.

Il blog descrive poi tutti i preparativi del viaggio, a cominciare dal corredo, mostrando l’artigiano Ruttolomeo dalle terre dei Gonzaga impegnato a forgiare i bottoni per la veste di Marina. “Per essere riconosciuto come tale – raccontano ancora nel blog – il pellegrino doveva avere un documento che gli permettesse l’accesso negli ospizi lungo il Cammino. Erede di quel documento è la Credential, o “Charta peregrini”, che oggi come allora sottolinea lo status di viandante diretto al sepolcro dell’apostolo Giacomo. Ogni giorno su di essa vengono apposti i timbri – “sellos” – che proveranno che la strada è stata percorsa e permetteranno di ottenere, una volta giunte a Santiago, la Compostella, ovvero l’attestato che il pellegrinaggio è compiuto”.

“Avremmo potuto chiederla una volta giunte alla nostra prima tappa al di qua dei Pirenei – racconta Marina – ma non abbiamo saputo attendere. Francesca si è recata alla Confraternita di San Jacopo di Compostella a Perugia ed ora l’abbiamo! E per sancire fin da subito le nostre intenzioni, Francesca si è presentata in abiti trecenteschi”.

“Il timbro finale – spiega ancora la blogger – verrà apposto presso la ‘Oficina de Acogida al Peregrino’ a Santiago, l’ufficio che rilascia anche la Compostela, a coloro i quali hanno percorso il loro cammino ‘devotionis affectu, voti vel pietatis causa’. La credencial viene rilasciata solamente a chi intende compiere il suo pellegrinaggio a piedi, in bicicletta o a cavallo, per almeno 100 o 200 chilometri, e per certificare di aver percorso questa tratta i timbri devono essere due al giorno”.

Nel Medioevo, per dimostrare che era arrivato fino alla sua meta, il pellegrino riportava con sé una conchiglia raccolta sulle rive dell’Oceano Atlantico a Cabo Fisterra, la finis terrae di quello che era il mondo del tempo. A questa consuetudine la conchiglia, che in spagnolo si chiama “vieira”, deve il suo nome scientifico, Pecten jacobaeus. “Su di essa – spiegano le viaggiatrici – viene talvolta rappresentata la rossa croce di San Giacomo, che riecheggia la forma di una spada ed è anche il simbolo dell’Ordine di Santiago”.

La conchiglia, simbolo del pellegrinaggio, applicata su una borsa da viaggio

Sul perché proprio quella conchiglia sia assurta a simbolo della Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi c’è anche una leggenda: Teodosio e Attanasio, i discepoli che portarono il corpo di San Giacomo in Galizia, si fermarono a Bouzas per celebrare un matrimonio. Un incidente funestò la cerimonia: lo sposo cadde in acqua con il suo cavallo. Già se ne piangeva la dipartita quando sposo e cavalcatura riemersero coi corpi ricoperti di conchiglie, accanto alla barca che trasportava San Giacomo.

“Ed intanto siamo arrivate a due mesi dalla partenza!” concludono Marina e Francesca, nel post pubblicato il 15 luglio.

I preparativi – e anche l’allenamento, perché il cammino di Santiago è piuttosto impegnativo e richiede una notevole prestanza fisica – continueranno dunque ancora fino al 16 settembre, quando le due viaggiatrici si metteranno in marcia verso la Francia: qui incontreranno Todra, un asino dei Pirenei, che si unirà al cammino fino a quella che da più di mille anni rappresenta per antonomasia la meta di ogni pellegrinaggio. Finita al centro di grandi opere d’arte anche contemporanee (come il film La via lattea di Luis Bunel) e divertenti aneddoti, come quello che vuole che il modo di dire “Ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo” sia stato forgiato proprio dai pellegrini che, esausti dal cammino, invocavano il nome del santo.

Arnaldo Casali

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Il Festival del Medioevo vince il Premio Italia Medievale 2016

La splendida Piazza San Giovanni di Gubbio, la città sede del Festival del Medioevo (foto Gavirati).

L’Associazione Culturale Italia Medievale ha conferito al Festival del Medioevo il © Premio Italia Medievale, assegnato direttamente dal direttivo di Italia Medievale in forma di riconoscimento speciale.

Il prestigioso premio viene assegnato ogni anno a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano. È stato istituito nel 2004 e in tredici anni ha premiato grandi nomi nel mondo della ricerca, della divulgazione e della valorizzazione di questo periodo storico.

Tra i tanti, Dario Fo, Roberto Benigni, Ermanno Olmi e importanti istituzioni che diffondono la cultura del Medioevo, come la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL), il CERM (Centro Europeo di Ricerche Medievali) e la Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale (S.I.S.P.M.).

Negli anni, il premio è stato assegnato anche ad autori di saggi, romanzi storici e lavori editoriali, a numerosi gruppi e associazioni di splendide rievocazioni storiche, a proposte turistiche di eccellenza e a prodotti editoriali del versatile mondo multimediale.

Oltre al Festival del Medioevo, il direttivo di Italia Medievale ha assegnato premi speciali all’Archeodromo di Poggibonsi Poggibonsi (SI) e al libro “Genova e il mare nel Medioevo” di Antonio Musarra.

Mentre per le altre categorie, votate on line dal pubblico del portale Italia Medievale, i premi sono andati a:

Editoria (scrittori, editori, tipografi, grafici, librerie): I paesaggi dell’Italia medievale di Riccardo Rao Arte (pittura, scultura, artigianato, modellismo, abiti): Antica Bottega Amanuense Recanati (MC) Spettacolo (attori, registi, produttori, musicisti): Ensemble Aubespine Assisi (PG) Gruppi storici (associazioni, gruppi d’arme, giochi storici): Bandum Freae San Giovanni in Persiceto (BO), La Fara Tricesimo (UD) Istituzioni (enti pubblici, università, musei, biblioteche): Archivio di Stato di Modena Modena (MO) Turismo (agenzie, tour operator, apt): Piemonte Medievale Briga Novarese (NO) Multimediale (portali, internet, web agency): Giotto, l’Italia. I luoghi Venezia Mestre (VE)

Grazie all’Associazione Culturale Italia Medievale, che da molti anni sostiene in modo concreto l’impegno di coloro che si adoperano per divulgare e approfondire su basi storiche e documentate le discipline e le tematiche che hanno a che fare con il Medioevo.

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Ricostruire dopo il terremoto. Il Medioevo

Una giornata di studio e solidarietà all’Istituto Storico Italiano per il Medioevo. Il 6 dicembre 2017 a partire dalle ore 16.00, si terrà a Roma, in Piazza dell’orologio 4, il convegno “Ricostruire dopo il terremoto. Il Medioevo“. Interverranno il sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Antimo Cesaro e il soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 Ing. Paolo Iannelli, ed esperti e studiosi si confronteranno sul tema dei terremoti e della ricostruzione nel medioevo. Al termine dei lavori, chiuderà la giornata un concerto pianistico sul tema del M° Federico Longo.

http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/wp-content/uploads/2016/02/VID-20171205-WA0003.mp4

 

Inoltre, in occasione del convegno, dalle 10.30, tutti i libri editi dall’Istituto fino al 2016 saranno venduti in sede con lo sconto del 50%. L’offerta sarà valida anche inviando una mail, solo per il giorno del convegno, all’indirizzo ufficiovendite@isime.it. Il ricavato, insieme con quello di auspicate offerte di quanti saranno presenti al convegno a qualsiasi titolo, sarà devoluto alla Biblioteca Valentiniana del Comune di Camerino.

Ecco il programma:

Saluti, Massimo Miglio

On.le Antimo Cesaro, sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Ing. Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016

Coordina Francesca Romana d’Ambrosio

Emanuela Guidoboni, I forti terremoti del medioevo italiano (secoli V-XV). Un Excursus su una storia in ombra

Bruno Figliuolo, Le difficoltà tecniche e finanziarie della ricostruzione post-sismica. Il terremoto del 1349 nell’Italia centrale

Andrea Arrighetti, Ricostruire dopo il terremoto fra Tardo medioevo e prima Età Moderna. Similarità e divergenze fra fonti storiche e lettura archeosismologica di alcuni contesti in Toscana

Alessandro Tomei, Il patrimonio culturale e il post terremoto.

Mario Tozzi, Catastrofi e ricostruzione. Riflessioni

 

Il Maestro Federico Longo esegue sue composizioni originali e, in prima esecuzione, un brano composto per l’occasione.

 

Per maggiori informazioni: http://www.isime.it/index.php/eventi/ricostruire-dopo-il-terremoto-il-medioevo

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Spello Splendens, rassegna degli antichi suoni in festa

L’ottava edizione di Spello Splendens è in programma a Spello (Perugia) dal 4 al 6 gennaio 2018

Torna Spello Splendens, la rassegna degli antichi suoni in festa che dal 4 al 6 gennaio 2018 in luoghi significativi della città umbra propone concerti di musica medievale e tradizionale dove i protagonisti indiscussi sono le musiche e gli strumenti tradizionalmente legati al Natale.

Il Festival, giunto all’ottava edizione, è promosso dal Centro di studi europeo di musica medievale “Adolfo Broegg”, curato dall’associazione Musicale Micrologus, in collaborazione con il Comune.

Il sipario si alzerà il 4 gennaio nella chiesa di Sant’Andrea alle 21.15 con il concerto d’inaugurazione dei Micrologus con gli ospiti del folto gruppo Musicanti Potestatis, che si esibiranno in un evento celebrativo del Natale medievale con canti e musiche di tutta Europa.

Inoltre, dal Nord Italia, il festival ospiterà gli Enerbia con la musica tradizionale dell’Appennino piacentino (6 gennaio teatro Subasio).

Dalla Puglia arriva il SalenTrio/Quartet, si esibirà tra pizziche, canti e suonate natalizie accompagnato dalle zampogne e flauti di Alzo Iezza (5 gennaio Teatro Subasio).

Uno spazio particolare sarà riservato alle voci femminili di Sara Marini e Frida Neri, due cantanti accompagnate da bravissimi chitarristi che si esibiranno in personali elaborazioni di canti tradizionali di Natale (6 gennaio Teatro Subasio).

Venerdì 5 gennaio con partenza alle ore 17.00 da Piazza della Repubblica, non mancherà l’appuntamento con “Zampogne e Lenticchie”, la passeggiata musicale con raduno libero di musicisti, che rinnova la tradizione dell’offerta propiziatoria del cibo grazie alla collaborazione dei ristoranti del centro storico: parteciperanno il cantautore Pietro Brega e la polistrumentista Orietta Orengo che proporranno il loro vasto repertorio di composizioni proprie e tradizionali.

Inoltre, il 5 e il 6 gennaio dalle ore 10.00 alle 13.00 nell’Auditorium del Centro Studi “Adolfo Broegg” si svolgerà la prima e seconda parte dello stage “Le cornamuse e le zampogne”. Negli spazi del Centro Studi Adolfo Broegg, il 5 e il 6 gennaio, dalle ore 10.00 alle 13.30, sarà possibile visitare la mostra permanente di “Liuti e strumenti a corda dal Medioevo ai giorni nostri”.

Tutti i concerti del programma sono a ingresso libero.

Per informazioni e prenotazioni: www.centrostudiadolfobroegg.it tel: 348 8722314.

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Primavera Medievale, a Bevagna incontri a marzo

A Bevagna la Primavera Medievale parte in anticipo e nelle giornate del 3, 11, 17 e 24 marzo 2018 propone “Storie dal Medioevo”, un ciclo di incontri e conversazioni tra docenti, ricercatori, storici e scrittori che si confronteranno su grandi capitoli della storia medievale: seta e commerci, artigiani e lavoro, amore e violenza.

Vetrina del Mercato delle Gaite di giugno, la grande manifestazione rievocativa che coinvolge tutto il centro storico della cittadina umbra, la Primavera di Bevagna presenta interessanti approfondimenti nella storia del Medioevo, condotti da importanti nomi della ricerca storica dedicata a quest’epoca, con un ventaglio tematico e argomenti diversi di anno in anno.

Gli ospiti dialogheranno a partire da quattro pubblicazioni, tra cui alcune vere e proprie novità editoriali, aprendo finestre sulla storia d’Italia e d’Europa, dal punto di vista culturale ed economico-sociale. In programma anche temi legati all’amore cortese e alla drammatica questione della violenza sulle donne, di scottante attualità.

Tante le novità sulla storia della società medievale con cui il Mercato delle Gaite intende coinvolgere e sollecitare l’interesse, non solo di studiosi e appassionati, ma di un pubblico sempre più vasto e vario.

Saranno ospiti a Bevagna: Claudio Coletta, Flavio Crippa, Ignazio Del Punta, Anna Esposito, Amedeo Feniello, Franco Franceschi, Erminia Irace, Annarosa Mattei, Gabriella Piccinni, Claudio Strinati, Manuel Vaquero Piñeiro.

Sede degli incontri: Auditorium Santa Maria Laurentia, Bevagna – Ingresso libero. Per il programma completo: www.ilmercatodellegaite.it Informazioni: Associazione Mercato delle Gaite – info@ilmercatodellegaite.it – 0742.361847

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Visioni Medievali ad Orvieto

ORVIETO – “Visioni Medievali” ad Orvieto. Una riflessione intorno alle rievocazioni storiche e al potenziale che questi eventi possono avere per promuovere l’economia e il turismo del territorio Orvieto. L’appuntamento, organizzato dalla associazione “Orvieto 1264”, è fissato per le ore 18 di venerdì 22 dicembre nell’Atrio del Palazzo dei Sette. I progetti e le idee dell’associazione orvietana verranno messi a confronto con quelli di altre città italiane nelle quali la rievocazione storica si è ritagliata un ruolo di primo piano anche sul fronte dell’attrazione turistica oltre che della riscoperta del passato.

Parteciperanno: Annarita Falsacappa, sindaco di Bevagna, la città de “Il Mercato delle Gaite”, Filippo Giovannelli, direttore del Calcio Storico Fiorentino e presidente degli Stati Generali della Rievocazione Storica, Ugo Giulio Lurini, attore, Liliana Grasso, esperta di progettazione e di valutazione di attività culturali, Giovanni Bufalini, regista e docente alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema e Matteo Papini, presidente dell’associazione “Orvieto1264”. Saranno presenti anche il sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e l’assessore comunale alla Cultura Alessandra Cannistrà.

La discussione verrà moderata Gianluca Foresi, l’attore orvietano, reinventore del personaggio del giullare in chiave moderna che da più di 10 anni si esibisce all’interno delle maggiori rievocazioni storiche italiane.

Nel corso dell’incontro verrà proiettato un video reportage sulla prima edizione di “Ludi alla Fortezza”, il parco tematico dedicato al Medioevo, con spettacoli, attività didattiche, ludiche teatrali e rievocative organizzato nel 2017 da “Orvieto 1264” e diretto da Giovanni Bufalini, che si svolgerà dal 15 al 17 giugno 2018.

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Premio Italia Medievale e Philobiblon, l’elenco dei vincitori per il 2017

La cerimonia di consegna degli attestati ai vincitori della XIV edizione del © Premio Italia Medievale e della XII edizione di © Philobiblon, premio letterario Italia Medievale per racconti brevi e inediti liberamente ispirati al Medioevo si è tenuta il 25 novembre nella Sacrestia del Bramante annessa alla Basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano.

Ecco l’elenco dei vincitori nelle varie categorie, premiati attraverso le segnalazioni del sito www.italiamedievale.org.

Editoria: Donne al lavoro nell’Italia e nell’Europa medievali di Maria Paola Zanoboni.

Arte: Fabrilis Carollo di Ciriè (Torino).

Spettacolo: Modo Antiquo ensemble medievale.

Gruppi Storici: Presenze Longobarde di Massello (Torino).

Istituzioni: Centro Studi Medievali “Ponzio di Cluny” di Bassano del Grappa (Vicenza).

Turismo: Romanico Monferrato.

Multimediale: Museo Multimediale del Regno di Arborèa di Las Plassas (Provincia del Medio Campidano).

Il Consiglio Direttivo di Italia Medievale ha assegnato anche tre premi speciali: ai saggi Lo scudo di Cristo (Laterza) di Gastone Breccia e La passione dei Templari (Mondadori) di Simonetta Cerrini e al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

I quattro vincitori di Philobiblon, il premio letterario Italia Medievale per racconti brevi e inediti sono Silvia Privitera (L’ottavo peccato capitale); Simone Censi (I segni della fine); Ivan Sergio Castellani (La lettera di Teodolinda) e Luisa Paglieri (Ingunde).

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Roma 1347-1527. Linee di un’evoluzione

L’Istituto Storico per il Medio Evo, in collaborazione con Roma nel Rinascimento, organizza il convegno Roma 1347-1527. Linee di un’evoluzione, che si terrà dal 13 al 15 novembre 2017 nella sede dell’ISIME, in Piazza dell’Orologio 4, a Roma.

Roma è città che da secoli provoca amore e odio. Non sempre sono state ricercate ed indagate le ragioni di questo odio e questo amore. Il confronto che viene proposto tra storici di livello internazionale, vuole rispondere a questo interrogativo e presentare novità e consuetudini  della vita a Roma nel Rinascimento.

In occasione del convegno l’Istituto storico italiano per il medioevo e RR. Roma nel Rinascimento offrono i propri volumi con sconti dal 20 al 60%. Visualizza l’offerta

Ecco il programma:

13 novembre | Ore 16:00

Giuseppe Galasso, Roma e l’Europa. Dall'”avara Babilonia” alla “nuova Babilonia”

Arnold Esch, Sviluppo e affermazione del papato a Roma

Francesco Tateo, Umanisti a Roma

14 novembre | Ore 9:00

Ivana Ait, Mercanti a Roma e mercanti di Roma tra finanza e impresa (XV e XVI secolo)

Marina Caffiero, Le minoranze: gli ebrei prima del Ghetto

Anna Esposito, Famiglie romane

Maria Giuseppina Muzzarelli, Note su alimentazione ed abbigliamento dalle leggi suntuarie

14 novembre | Ore 14.30

Claudio Strinati, La produzione artistica: circolazione di modelli da Roma e verso Roma

Alberto Giorgio Cassani, Descriptio urbis Romae. Storiografie a confronto

Giovanna Curcio, Abitare le antiche pietre. Prìncipi e sudditi tra memoria e rinascita di Roma imperiale

Raimondo Guarino, Feste e spettacoli: tradizioni, spazi, poteri

Giulio del Buono, Ricerche archeologiche su Roma tardo-imperiale dal 1981 ad oggi

15 novembre | Ore 9:00

Sandro Notari, Statuti di Roma tra governo repubblicano e signoria pontificia

Dario Internullo, Biblioteche, libri e lettori

Paola Farenga, “Et impressores librorum multiplicantur in terra”. Considerazioni sulla stampa romana del Quattrocento

Amedeo De Vincentiis, Senza corpo né anima: i romani sudditi dei papi nell’Umanesimo (1348-1527)

15 novembre | Ore 14:30

Anna Modigliani, Tra curia e città

Paolo D’Achille, Il volgare romanesco: evoluzione e ambiti d’uso

Anna Benvenuti, I linguaggi della religiosità

Massimo Miglio, Roma racconta

 

Per altre informazioni: http://www.isime.it/index.php/eventi/roma-1347-1527

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Oltre il pregiudizio. Il caso del Medioevo

Nel mese di novembre 2017, la Casa della Cultura di Milano ospita un ciclo di incontri a cura di Massimo Campanini e Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri dedicati agli stereotipi del Medioevo. Sono previsti quattro pomeriggi di interessanti approfondimenti su vari argomenti, che si terranno ogni giovedì alle 18.00 presso la sede della Casa della Cultura, in Via Borgogna 3, a Milano. Per chi non potesse partecipare ci sarà la diretta streaming, con possibilità di seguire o rivedere gli incontri a questo indirizzo web: Casa della Cultura | VideoAudio.

 

Ecco il programma:

giovedì 9 novembre 2017 ore 18.00 “La periodizzazione, l’anno Mille, nani sulle spalle dei giganti” Discussant: Riccardo Fedriga, Roberto Limonta, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Massimo Campanini

giovedì 16 novembre 2017 ore 18.00 “Le città e i centri della cultura e del sapere (scuole, università, madrase)” Discussant: Francesca Forte, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Massimo Campanini

giovedì 23 novembre 2017 ore 18.00 “Economia ed etica: il problema della povertà” Discussant: Ida Zilio Grandi, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Massimo Campanini

giovedì 30 novembre 2017 ore 18.00 “Le donne nel Medioevo” Discussant: Giuseppina Muzzarelli , Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Massimo Campanini

 

Per maggiori informazioni: Casa della Cultura | Via Borgogna, 3 – 20122 Milano telefono: 02.795567 / fax 02.76008247 e-mail: segreteria@casadellacultura.it orario segreteria: dalle 9.30 alle 13.00; dalle 15 alle 20.00. Web: www.casadellacultura.it Fb: @casadellaculturamilano

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