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“La narrazione fiorita di Ottaviano Nelli”, una lezione di Andrea De Marchi

LA NARRAZIONE FIORITA DIOTTAVIANO NELLIPITTORE GIROVAGOUna lezione di Andrea De Marchi

✦ Domenica 19 luglio 2020 ore 21.00 ✦Gubbio, Chiostro ex Monastero di San Pietro

Ingresso gratuito | Si prega di prenotare al 075 9237632

La prima notizia su Ottaviano Nelli è del 1400, cifra tonda. In quell’anno è console del Comune di Gubbio per il Quartiere di Sant’Andrea e deve aver compiuto almeno trent’anni. Da questo momento e fino alla fine della sua vita, poco prima del 1450, la carriera di Ottaviano è tutta di corsa, tra tavole d’altare, oggetti d’artigianato e tante pareti affrescate. In breve divenne uno dei maggiori interpreti di un linguaggio gotico internazionale dalla vivacità quasi dialettale, ricco di colore e di digressioni aneddotiche, venendo chiamato a lavorare anche a Perugia, Città di Castello, Assisi, Foligno, Fabriano, Urbino, Fano e Rimini, esercitando così influssi a vasto raggio.

Andrea De Marchi è professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Firenze.

Infaticabile ricercatore, ha scritto pagine fondamentali di storia dell’arte tra Medioevo e Rinascimento e ha curato numerose mostre tra cui ricordiamo una delle ultime, Andrea Verrocchio maestro di Leonardo (Firenze 2019).

È precursore dell’applicazione costante di metodi d’indagine innovativi: dalla riconduzione al contesto originario dell’opera alla sua funzione e percezione; dall’attenzione morfologica agli aspetti materici; dall’analisi stilistica a quella formale e iconografica. Da sempre appassionato studioso della civiltà artistica nelle aree dell’Appennino umbro-marchigiano è considerato uno dei massimi studiosi al mondo dell’arte tardogotica ed è autore della più importante monografia su Gentile da Fabriano (ca. 1370-1427), Gentile da Fabriano. Un viaggio nella pittura italiana alla fine del gotico.

Ottaviano Nelli (ca. 1370 – 1446/1449) è coetaneo di Gentile ed è anche lui figlio del periodo tardogotico, nel cosiddetto “Autunno del Medioevo”. Per questa sua competenza Andrea De Marchi curerà, assieme a Maria Rita Silvestrelli che al Nelli ha dedicato tante ricerche, la mostra su Ottaviano che fa parte del progetto Oro e colore nel cuore dell’Appennino. Due pittori a Fabriano e Gubbio: Allegretto Nuzi e Ottaviano Nelli che sarà visitabile a Gubbio e a Fabriano tra l’autunno del 2021 e il gennaio del 2022.

L’ingresso alla lezione di Andrea De Marchi è gratuito.Per le norme anticovid è necessario prenotarsi al 075 9237632 oppure scrivendo a: bibliotecacomunale@comune.gubbio.pg.it

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eXtraordinaria: le Gaite mai viste

“eXtraordinaria, le Gaite come non le hai mai viste” è l’edizione fuori dall’ordinario, in spazi inusuali e in tempi non comuni, della bellissima rievocazione storica di Bevagna, Il Mercato delle Gaite.

Nei dieci giorni, dal 18 al 28 giugno – le stesse date nelle quali era prevista l’edizione tradizionale 2020 del Mercato delle Gaite – andrà in onda un ricco programma di video con la partecipazione di studiosi ed esperti, gruppi musicali, giullari, rievocatori, divulgatori storici, cuochi e una folta rappresentanza del Popolo delle Gaite.

L’evento proporrà interventi, esibizioni musicali, preparazioni di ricette rigorosamente medievali, gallerie fotografiche. Alcuni tra i nomi di spicco: Franco Cardini, Franco Franceschi, Chiara Frugoni, Massimo Montanari, tra gli storici.

Per gli spettacoli musicali, Musicanti Potestatis e Tripudiantes.

E, naturalmente ci sarà tutto il popolo delle Gaite: i bambini, i padri fondatori, le chiarine, gli arcieri; le testimonianze dei giurati intervenuti al Mercato delle Gaite negli anni passati e i testi del concorso letterario Scripta Volant.

L’edizione “eXtraordinaria” del Mercato delle Gaite è un impegno e una promessa da parte di tutto il popolo delle Gaite: la promessa di non mollare e l’impegno a tornare presto a popolare le strade e le piazze dell’antica Mevania.

Per seguire gli eventi di eXtraordinaria: Per il programma completo: Il Mercato delle Gaite Per seguire on line gli eventi: Mercato delle Gaite

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È morto il grande medievista Peter Dronke

È morto Peter Dronke, grande medievista nato a Colonia nel 1934, naturalizzato inglese, specializzato nello studio della letteratura latina medievale. Il suo studio The Medieval Lyric (1968) è considerato l’introduzione fondamentale alla lirica in latino medievale.

Socio corrispondente della Medieval Academy of America, è stato professore emerito di Letteratura latina medievale all’Università di Cambridge. Nel 1939, tutta la sua famiglia, di origini ebraiche, si rifugiò in Nuova Zelanda sulla spinta della minaccia nazista.

Tra le sue opere tradotte in italiano, Donne e cultura nel Medioevo – Scritti medievali dal II al XIV secolo (Il Saggiatore); Dante e le tradizioni latine medievali (Il Mulino, 1998); Su Dante (Aragno, 2018) scritto a quattro mani con Gianfranco Ravasi e il recente La Meraviglia (En gramma, 2019) scritto insieme a Piero Boitani. Dronke aveva da poco completato un grande commento a Giovanni Scoto Eriugena.

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Lo straordinario patrimonio storico di Lucca

In edicola dal 7 aprile sulla rivista mensile MedioEvo, un dossier dedicato allo straordinario patrimonio storico di Lucca.

Capitale del pellegrinaggio, vero e proprio nodo viario dei percorsi che portavano a Roma, Gerusalemme e Santiago, la splendida città della Toscana custodisce memorie e simboli di un’epoca segnata dai grandi viaggi della fede. Un invito alla riscoperta di questo straordinario e profondo patrimonio storico-culturale.

Nel dossier, curato dal Festival del Medioevo e promosso dal Comune di Lucca, articoli di Franco Cardini, Raffaele Savigni, Ilaria Sabbatini e Alessandro Bedini:

IL LABIRINTO NELLA CATTEDRALEdi Franco Cardini

L’affascinante viaggio alla scoperta del significato del celebre labirinto scolpito su un pilastro dell’antiportico della Cattedrale di San Martino. Dal mito di Teseo e il Minotauro, espressione di lotta spirituale e resurrezione, fino a simbolo di percorso iniziatico e mistico viaggio verso la Santa Mèta, tanto terrena quanto celeste.

I 950 ANNI DI SAN MARTINOdi Raffaele Savigni

La storia della cattedrale consacrata nel 1070. Un’opera grandiosa, fulgido simbolo della città “splendente e tramite della luce”, onorata da papa Alessandro II con una grazia speciale perché considerava i lucchesi “suo popolo peculiare” e testimonianza architettonica della riforma ecclesiastica e sociale di Lucca.

UN VOLTO MISTERIOSO E AMATISSIMOdi Ilaria Sabbatini

Il crocifisso ligneo della cattedrale di San Martino, universalmente noto come Volto Santo. La profondità e l’estensione del suo culto fu enorme: dalle antiche testimonianze, come l’omaggio da parte di Carlo Magno con un pallio d’oro lucente e le leggendarie visioni della statua il cui volto fu scolpito per intervento divino, fino all’età contemporanea.

“DEUS LO VOLT!” LUCCA ALLA PRIMA CROCIATA di Alessandro Bedini

Sono i primi giorni del novembre 1096 quando i cavalieri crociati compaiono per le strade di Lucca. Sono le avanguardie della colonna franco-normanno-fiamminga che, al grido di «Deus lo volt!», amplificano l’esortazione di Urbano II affinché il popolo lucchese si unisca alla spedizione in Terra Santa. L’appello del papa non rimarrà inascoltato e Lucca offrirà alla causa i suoi cavalieri crociati.

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Decameron 2.0 per esorcizzare il CoronaVirus

Boccaccio per esorcizzare il coronavirus: 100 novelle in 10 giorni da sabato 14 marzo. È l’iniziativa del popolo dei rievocatori dell’Umbria, partita da Bevagna, la città del Mercato delle Gaite.

Il Decameron 2.0, attraverso il web offrirà la lettura delle 100 celebri novelle di Boccaccio. Da sabato 14 marzo e per 10 giorni verrà pubblicata una novella ogni ora.

Protagonisti gli storici, attori, musici, poeti, registi, direttori artistici, artigiani e popolani di tante feste che animano i borghi delle città italiane e contribuiscono a rendere il nostro paese un luogo unico dove cultura, storia e tradizioni sopravvivono, si alimentano e vengono utilizzati anche come strumenti per superare un periodo difficile.

Video on line:

Cos’è il Decameron 2.0 – Andrea ParisIntroduzione al progetto – Franco FranceschiProemio – Franco CardiniComincia il libro chiamato Decameron – Margherita Franceschi

Introduzione alla prima giornata – Gabriella PiccinniPRIMA GIORNATAPrima novella – “Ser Cepperello con una falsa confessione inganna uno santo frate, e muorsi; ed essendo stato uno pessimo uomo in vita, è morto reputato per santo e chiamato San Ciappelletto.” Lettura di Davide Tassi.Seconda novella – “Abraam giudeo, da Giannotto di Civignì stimolato, va in corte di Roma; e veduta la malvagità de’ cherici, torna a Parigi e fassi cristiano.” Lettura di Carmine D’Ascoli.Terza novella – “Melchisedech giudeo, con una novella di tre anella, cessa un gran pericolo dal Saladino apparecchiatogli.” Lettura di Covid-Art.Quarta novella – “Un monaco, caduto in peccato degno di gravissima punizione, onestamente rimproverando al suo abate quella medesima colpa, si libera dalla pena.” Lettura di Matteo Ciccioli.Quinta novella – “La marchesa di Monferrato, con un convito di galline e con alquante leggiadre parolette, reprime il folle amore del re di Francia.” Lettura di Rodolfo Mantovani.Sesta novella – “Confonde un valente uomo con un bel detto la malvagia ipocresia de’ religiosi.” Lettura di Gaspare Adanti.Settima novella – “Bergamino, con una novella di Primasso e dello abate di Clignì, onestamente morde una avarizia nuova venuta in messer can della Scala.” Lettura di Nicolò Ayroldi.Ottava novella – “Guglielmo Borsiere con leggiadre parole trafigge l’avarizia di messer Erminio de’ Grimaldi.” Lettura di Caterina Fiocchetti.Nona novella – “Il re di Cipri, da una donna di Guascogna trafitto, di cattivo valoroso diviene.” Lettura di Gabriele Bastianelli.Decima novella – “Maestro Alberto da Bologna onestamente fa vergognare una donna, la quale lui d’esser di lei innamorato voleva far vergognare.” Lettura di Gabriele Furnari Falanga.Conclusione della prima giornata – Lettura di Federico Santini.

Tutte le altre novelle sono disponbili a questi link: Facebook: Ildecameron2.0 YouTube: Decameron 2.0

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Giovanni XXIII. L’antipapa che salvò la Chiesa

La Biblioteca Domenicana di Santa Maria Novella “Jacopo Passavanti” e la rivista «Memorie Domenicane» invitano alla presentazione del volume di Mario Prignano “Giovanni XXIII. L’antipapa che salvò la Chiesa” (Morcelliana, 2019) che si terrà a Firenze mercoledì 4 marzo 2020 alle 16.30 in Piazza della Stazione 4/a, primo piano, presso la Sala Multimediale del Comune.

Presentazione del volume mercoledì 4 marzo a Firenze (dalle 16.30 in Piaza della Stazione, presso la Sala Multimedile del Comune).

Il libro racconta la storia dell’“altro Giovanni XXIII”, vissuto all’inizio del Quattrocento durante lo Scisma d’Occidente.

Ispiratore e protagonista assoluto della terza obbedienza, quella pisana, Baldassarre Cossa – Giovanni XXIII indisse il Concilio di Costanza, che gli si rivoltò contro accusandolo di essere un tiranno violento e sessualmente depravato e per questo indegno di essere papa. Dopo quattro anni di dura prigionia, liberato grazie all’oro dei Medici, Cossa si riconciliò con il nuovo papa Martino V a Firenze (nel corso di una cerimonia che i fiorentini avrebbero ricordato per secoli) proprio nel convento dei padri domenicani di Santa Maria Novella. Per cinquecento anni la Chiesa non ha saputo se giudicarlo legittimo o illegittimo. Fino a Roncalli, che di lui disse: «Fu antipapa, ma ebbe il merito di indire il Concilio di Costanza, che restituì l’unità alla Chiesa».

Parleranno del volume, insieme all’autore, p. Luciano Cinelli OP, Franco Cardini, Davide Baldi e Marco Roncalli.

Ingresso libero.Info: www.bibliotecadomenicana.eu

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Alle origini del welfare, convegno internazionale a Siena

Il convegno internazionale Alle origini del welfare (XIII – XVI secolo). Radici medievali e moderne della cultura europea dell’assistenza e delle forme di protezione sociale e credito solidale si terrà nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Siena dal 29 gennaio al 1 febbraio 2020.

L’appuntamento è l’atto conclusivo del Progetto di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2015) nato per ricostruire le origini della cultura europea dell’assistenza, che ha indagato sulle forme di protezione sociale e di credito solidale elaborate nei contesti cittadini dell’Italia del basso Medioevo e della prima Età Moderna, con particolare attenzione al ruolo esercitato dai poteri politici locali sull’impulso e il coordinamento di queste prime forme di welfare.

Finanziata dal MIUR nell’ambito dei Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale 2017-2020, la ricerca ha avuto il coordinamento dell’Università di Siena – Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali e ha coinvolto l’Università di Parma – Dipartimento di scienze dell’educazione, scienze umane e comunicazione interculturale, l’Università di Milano, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Napoli e l’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi.

I lavori si apriranno mercoledì 29 gennaio alle 15.00 con I volti dell’iniziativa sociale, di Gabriella Piccinni. Seguirà la sessione Le politiche per l’assistenza. I protagonisti, con interventi di Michele Pellegrini, Marina Gazzini, Vittoria Fiorelli, John Henderson.

Per la mattina di giovedì 30 gennaio (dalle ore 9.00) sono in programma, presiedute da Maria Clara Rossi, le relazioni di Alberto Luongo, Mariangela Rapetti, Daniela Santoro, Anna Esposito, Gemma Colesanti. Nel pomeriggio (dalle ore 15.00), le sessioni presiedute da Andreas Rehberg saranno La solidarietà si fa sistema, con Andrea Barlucchi e Francesco Bianchi e Cittadini, straneri, forestieri con Ilaria Taddei, Ermanno Orlando e Francesca Pucci Donati.

Venerdì 31 gennaio sarà Bianca Guarì de Aguilera a coordinare i lavori mattutini (dalle ore 9.00) sul tema Narrare l’assistenza, con relazioni di Mauro Carboni, Thomas Frank, Savatore Marino, Fabio Gabbrielli, Maurizio Boldrini, mentre nel pomeriggio (dalle ore 15.00), con la guida di Giacomo Todeschini, le relazioni di Giuliana Albini, Sergio Tognetti, Luciano Palermo e Maurizio Tuliani verteranno su Finanziare, organizzare e amministrare l’assistenza.

Nella giornata conclusiva di sabato 1 febbraio, con il coordinamento di Giovanni Vitolo, il tema Proteggere il corpo sociale, dare lavoro, dare credito sarà affrontato da Paolo Nanni, Paola Avallone e Raffaella Salvemini, Franco Franceschi e Roberta Mucciarelli. Le conclusioni saranno affidate a Mathieu Arnoux, dell’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi.

Scarica qui il programma completo

Per maggiori informazioni: https://www.prinoriginiwelfare.it/

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Stella nova ‘n fra la Gente, il presepe medievale di Bevagna

Bevagna città del presepe il 28 e 29 dicembre 2019 con Stella Nova ‘n fra la Gente, rappresentazione vivente medievale ambientata all’inizio del XIV secolo.

Dal 28 al 29 dicembre 2019, a partire dalle ore 16.00

Una scenografia di grande accuratezza allestita nel cuore pulsante del borgo, la splendida piazza Silvestri, le chiese di San Silvestro e San Michele Arcangelo, l’antico Palazzo dei Consoli con la sua scala, le Logge, la Fontana di piazza, il giardino della parrocchia, che aprono una finestra nella Bevagna medievale.

Centinaia di figuranti animeranno il mercato e le botteghe, con artigiani, mercanti, musici, per rivivere l’atmosfera della vigilia e dell’attesa che animava la comunità e il borgo in quei giorni di festa. Tra i profumi intensi di focacce e vini speziati, le figure centrali della rappresentazione, i Re Magi, condurranno il pubblico attraverso un percorso ricco e suggestivo fino alla Grotta, dove ancora una volta si compirà il mistero dell’arrivo tra la gente della “Stella nova”.

La rappresentazione scenica è frutto dell’ideazione e della consulenza scientifica di Franco Cardini, Davide Baldi, Franco Franceschi e Ughetta Sorelli, mentre la direzione artistica e la realizzazione è scurata da Davide Gasparrini.

Il Presepe vivente Medievale di Bevagna è un evento che esprime in forma corale le energie di tutto un paese: la Parrocchia di San Michele Arcangelo, le quattro Gaite, gli Scout, insieme a tante volontarie e volontari, con il sostegno dell’Associazione Mercato delle Gaite e dell’Amministrazione comunale.

 

Informazioni e contatti:Messenger: m.me/stellanovanfralagente E-mail: presepeviventemedievalebevagna@gmail.com Web: www.ilmercatodellegaite.it Tel. 0742 361847 WhtasApp: +39 347 940 706

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Premio Francovich 2020

La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ha istituito, a partire dal 2013, un premio intitolato alla memoria del professor Riccardo Francovich, conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei propri soci e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti.

Riccardo Francovich (1946-2007), storico del Medioevo, ha fondato la rivista Archeologia medievale ed è stato uno dei fondatori della disciplina dell’archeologica medievale in Italia

Per l’assegnazione del Premio Riccardo Francovich 2020, la Commissione Giudicatrice ha selezionato i seguenti sette musei-siti:

Può votare chiunque voglia esprimere la propria preferenza. È possibile votare una sola volta, fornendo un massimo di 2 preferenze.

CLICCA QUI PER VOTARE

Le votazioni sono aperte sino al 31 gennaio 2020.

La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (Presidente SAMI; Professore di Archeologia medievale, Univ. Salento), è composta da Eva degl’Innocenti (Direttrice, Museo Archeologico Nazionale di Taranto), Francesca Morandini (Musei Civici d’Arte e Storia di Brescia), Fabio Pagano (Direzione Generale Musei, MIBAC), Piero Pruneti (Direttore di Archeologia Viva), Giuliano Volpe (Professore di Archeologia medievale, Univ. Foggia), Anna Maria Visser (Professore di Museologia, Univ. Ferrara).

Per maggiori informazioni e per votare se sei socio SAMI: http://archeologiamedievale.unisi.it/sami/premio-riccardo-francovich-2020

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Il Medioevo e il suo Festival all’Università Roma Tre

Anche ai tempi del coronavirus, il Medioevo conferma la sua inesauribile forza vitale, che emerge tra l’altro da questo meme esemplato sull’arazzo di Bayeux:

Immagine tratta da https://pictame2.com/user/mediaevi/ (autore: Davide Ravaioli)

Nonostante il lockdown, all’Università Roma Tre le attività didattiche procedono regolarmente in streaming; questa è stata la formula adottata anche per il seminario sul Festival del Medioevo organizzato nell’ambito del corso Sustainability and Cultural Awareness del Dipartimento di Economia Aziendale.

Medioevo, medievalismi, storia medievale sono le tre prospettive diverse che da cinque anni trovano nel Festival del Medioevo un fruttuoso spazio di confronto e un esempio unico di promozione culturale.

Per parlarne, ci siamo incontrati su Skype con Federico Fioravanti, ideatore e presidente del Festival del Medioevo; Tommaso di Carpegna Falconieri, docente di Storia medievale nell’Università di Urbino; Vito Loré, docente di Storia medievale a Roma Tre; Giulia Bordi, docente di Storia dell’arte medievale a Roma Tre coordinati da Sabina Addamiano, docente di Sustainability and Cultural Awareness. Insieme a loro, studenti e giovani studiosi di tanti Paesi europei, ciascuno davanti al proprio pc in Finlandia, Francia, Italia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Spagna; tutti interessati ad approfondire la conoscenza del Medioevo, la sua vitalità, le sue strategie di valorizzazione scientifica e di alta divulgazione attraverso una formula, quella del Festival del Medioevo, capace di appassionare tanti pubblici diversi.

Il pubblico della V edizione del Festival del Medioevo (25-29 settembre 2019) in una delle sale del Centro Santo Spirito, un antico convento nel centro storico di Gubbio riconvertito in struttura per convegni ed eventi

Federico Fioravanti l’ha illustrata molto bene a un pubblico internazionale che, forte della lettura di Chris Wickam e Georges Duby, voleva capire meglio come mai, alla fine di settembre, Gubbio diventi il punto di incontro di migliaia di appassionati del Medioevo estremamente attivi anche in Rete: “Nell’età della Rete, il ruolo del follower, ‘colui che segue’, è fondamentale almeno quanto la funzione del leader: la persona o il gruppo di lavoro che attraverso la coerenza di azioni e comportamenti prova a esercitare l’ambizione di guidare (‘to lead’), catalizzare e quindi innovare i processi culturali. In questo senso, per prima cosa va ridefinito il concetto di pubblico, attraverso una costruzione di una comunità nuova; una comunità che esiste da tempo, dispersa tra siti, blog e portali, ma che per certi versi non ha ancora piena coscienza di sé, e cerca una nuova casa comune, una ‘home’ nella quale provare a contarsi e riconoscersi.

Il Festival del Medioevo, nel campo confuso e melmoso della divulgazione storica, insidiata dalle fake news o arroccata nella turris eburnea dell’accademia, ha provato a intercettare un bisogno nuovo, una domanda di cambiamento. E quindi a costruire, formare ed esercitare una leadership culturale presso un particolare segmento di pubblico, certo interessato all’età medievale ma lontano dagli stereotipi, dal folclore degli elmi e delle alabarde, dalle improbabili sfilate in costume e dalle rievocazioni filologicamente scorrette che imperversano in ogni angolo della Penisola ma che inquinano, salvo rare e nobili eccezioni, l’immagine e il racconto, complesso e affascinate, del Medioevo”.

Fioravanti ha poi esplicitato la proposta di valore culturale del Festival, originale nell’approccio e unica nel format: non un convegno, non una rievocazione, ma una serie di lezioni e interventi fondati su un approccio rigoroso, appassionato e godibile al tempo stesso, intorno a cui ruotano iniziative più specifiche come la Fiera del libro medievale.

Tommaso di Carpegna ha quindi illustrato le tre prospettive – Medioevo, medievalismi e storia medievale – che nel Festival e nella cultura contemporanea fanno di noi non solo i figli, ma anche i genitori del Medioevo: un Medioevo di cui portiamo in noi l’eredità e che viene continuamente ricreato e reinterpretato nei medievalismi più svariati, sempre legati ad aspetti dell’identità.

La pagina facebook @MediaEvi si occupa del Medioevo nel suo molteplice dialogo con la cultura popolare attraverso lo studio dei medievalismi per avvicinare il grande pubblico ai secoli di mezzo

Medioevo fra noi è un evento in cui studiosi e pubblico approfondiscono i rapporti fra i mille anni dell’Età di Mezzo e le sue reinterpretazioni nel mondo di oggi. Si tiene a Urbino e Gradara. La VI edizione si è svolta dal 6 all’8 giugno 2019

I testi di Wickam e Duby hanno poi fornito a Vito Loré l’occasione per ripercorrere l’evoluzione della storiografia sul Medioevo, dalle grandi narrazioni che si sono succedute fino agli anni ’80 del Novecento alla difficoltà attuale di estrapolare un paradigma interpretativo valido a livello europeo da una messe di dati digitalizzati via via crescente e relativa a un ambito spesso molto circoscritto.

L’utilizzazione di dati e tecnologie digitali per valorizzare presso il grande pubblico la pittura parietale medievale ponendola in relazione con gli edifici per cui è stata concepita è stata quindi l’oggetto dell’intervento di Giulia Bordi. Mediazione culturale, tipologie degli apparati critici, livelli di conoscenza storica e tecnica, tempo e soglie di attenzione per leggere e comprendere gli artefatti culturali medievali (e non solo) sono stati i temi toccati dal suo intervento, che ha suscitato tra l’altro un dibattito collaterale sullo spazio occupato nel Festival dalle discipline storico-artistiche.

La discussione seguita agli interventi ha confermato le forti potenzialità di un rafforzamento della dimensione europea dei pubblici del Festival, oltre che delle sue collaborazioni scientifiche. Il tema ha portato a sviluppare diversi filoni: la creazione di una rete di cooperazione con altre iniziative, pur rimanendo il Festival del Medioevo un unicum quanto a fisionomia culturale; l’uso dell’Information Technology per espandere la rete delle collaborazioni scientifiche, quella dei follower e la mediazione linguistica dei contenuti digitali; i medievalismi in chiave europea e, ultimo ma non meno importante, l’analisi del Festival in chiave di sostenibilità sociale, ambientale, economica e culturale. Le relazioni con la città di Gubbio e con le altre città italiane in cui si svolgono le anteprime, la relazione uomo-natura nella cultura medievale, la necessità di diversificazione delle forme di finanziamento del Festival e la sua capacità di produrre innovazione culturale sono i macro-temi trattati nella seconda parte del seminario, che verrà ripetuto anche nei prossimi anni.

Sabina Addamiano Titolare del corso Sustainability and Cultural Awareness all’Università Roma Tre

Il corso Sustainability and Cultural Awareness fa parte del curriculum in inglese Innovation and Sustainability del Corso di Laurea in Economia e Management attivato presso Roma Tre; si inserisce altresì in un Accordo di cooperazione tra Roma Tre, l’Università di Groningen e il Reale Istituto Neerlandese di Roma (KNIR). L’Accordo, stipulato nel 2014, ha consentito a numerosi studenti internazionali di fruire degli insegnamenti tenuti in vari Dipartimenti di Roma Tre, e di conoscere prestigiose istituzioni culturali italiane. La collaborazione tra i partner ha inoltre dato vita a un Corso di Laurea magistrale denominato Cultural Leadership/Strategie e politiche per le organizzazioni culturali, che sarà attivato dall’anno accademico 2020-2021. Il corso ha un carattere fortemente innovativo: incardinato per Roma Tre nel Dipartimento di Studi Umanistici, si svolgerà interamente in inglese e sarà fortemente orientato allo sviluppo di competenze di ricerca. Gli insegnamenti si terranno sia a Roma che a Groningen; nel secondo anno, gli studenti svolgeranno un lungo periodo di traineeship presso istituzioni culturali di diversi Paesi europei. La collaborazione tra i partner ha inoltre dato vita a un Corso di Laurea magistrale denominato Cultural Leadership/Strategie e politiche per le organizzazioni culturali, che sarà attivato dall’anno accademico 2020-2021. Il corso ha un carattere fortemente innovativo: incardinato per Roma Tre nel Dipartimento di Studi Umanistici, si svolgerà interamente in inglese e sarà fortemente orientato allo sviluppo di competenze di ricerca. Gli insegnamenti si terranno sia a Roma che a Groningen; nel secondo anno, gli studenti svolgeranno un lungo periodo di traineeship presso istituzioni culturali di diversi Paesi europei. Info: saddamiano@uniroma3.it

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