Canti gregoriani in onore di S.Ubaldo

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Sant’Ubaldo, patrono della città di Gubbio

Canti gregoriani inediti dedicati a Sant’Ubaldo. Tratti da un codice liturgico musicale composto tra il XII e XII secolo, scoperto nella Biblioteca Nazionale di Francia: la fonte più antica delle preghiere in onore del patrono di Gubbio.

Protagonista dell’atteso concerto serale gratuito della prima giornata del Festival del Medioevo (mercoledì 27 settembre, ore 21.15) nella chiesa di San Francesco, sarà la “Schola Gregoriana Assisiensis”, un gruppo corale per sole voci virili, diretto da padre Maurizio Verde.

Un appuntamento musicale speciale, organizzato in collaborazione con il Progetto Omaggio all’Umbria, diretto dalla cantante lirica Laura Musella, presidente anche dell’omonima associazione.
Il Progetto Omaggio all’Umbria, che gode del patrocinio dell’Unicef è nato nel 2002 con il grande Concerto per la Pace tenuto nella Basilica Superiore di Assisi dai complessi artistici del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Zubin Mehta, testimonial dell’operazione culturale e protagonista di ben dodici iniziative dell’associazione, tra cui anche il Concerto sotto l’Albero di Gubbio del 2004.

Oltre a Zubin Mehta grandi direttori d’orchestra di fama internazionale hanno preso parte alle attività di Omaggio all’Umbria. Tra loro, Lorin Maazel, Seiji Ozawa e Riccardo Muti. Il progetto è patrocinato dall’Unicef dal 2008: oltre a valorizzare i giovani talenti musicali, promuove il grande patrimonio storico, artistico e naturalistico della regione dell’Umbria con una particolare attenzione alla solidarietà.

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La Schola Gregoriana Assisiensis

Nata nella città del Poverello, la “Schola Gregoriana Assisiensis” ha la propria sede presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, affidata ai Frati Minori della Provincia Serafica dell’Umbria.

L’ensemble vocale svolge una intensa attività concertistica in Italia e all’estero: è dedito allo studio e all’esecuzione liturgica e concertistica dei repertori monodici liturgici del Medioevo cristiano europeo (canto gregoriano, canto ambrosiano, canto romano antico), dei repertori polifonici dello stesso periodo (in particolare all’Ars Antiqua). Nel repertorio dei musicisti trovano spazio anche alcuni canti polifonici rinascimentali.

La chiesa di San Francesco è una delle più belle di Gubbio. Opera dell’architetto Fra Bevignate, è stata edificata nella seconda metà del XIII secolo, nello stesso sito dove in precedenza si trovava la residenza degli Spadalonga, la famiglia eugubina amica del padre del santo di Assisi, che quando il giovane lasciò la casa del padre per iniziare il suo cammino di predicazione e penitenza, offrì a Francesco una calda e disinteressata ospitalità

Una traccia dei muri della Casa degli Spadalonga è ancora ben visibile nella sacrestia della chiesa, l’unica della città con una navata centrale e due navate laterali. Grandi pilastri ottagonali sostengono la volta, situata alla stessa altezza delle tre navate. Le volte e i capitelli sono il risultato di un restauro ordinato nel XVIII secolo.

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L’interno della chiesa di San Francesco in Piazza Quaranta Martiri, a Gubbio

Tra le opere d’arte conservate a S.Francesco, nell’abside di sinistra spiccano le “Storie mariane”, di Ottaviano Nelli (1410-15 ca.). Nell’abside centrale si può ammirare un “Cristo benedicente e quattro Santi”, opera di un anonimo, grande artista umbro, che realizzò anche due scene affrescate nella parte alta dell’abside di destra: la “Rinuncia di S.Francesco agli averi” e “Il sogno del Laterano cadente”.

Tra le pale degli altari laterali merita una attenzione particolare anche la “Immacolata Concezione” di Antonio Gherardi da Rieti.

Nell’attiguo convento, è notevole, per il suo valore storico-artistico, il “Chiostro della pace”, sul quale si affaccia la “Sala del Capitolo”, il luogo dove, un tempo, i frati si riunivano per decidere sulle norme della loro vita conventuale. Dal chiostro si accede al “Refettorio”, ora trasformato in sala congressi, e al bellissimo “Chiostro maggiore”.

Nello spazio tra la chiesa e l’ospedale, al confine dell’orto dei frati, dal 1997 ha trovato spazio un monumento che raffigura “San Francesco e il lupo”. L’opera, dell’artista Roberto Bellucci, è stata realizzata da un comitato cittadino grazie al contributo del Comune, della Società Operaia di Mutuo Soccorso e delle antiche corporazioni medievali della città: l’Università dei Muratori, dei Fabbri, dei Falegnami, dei Calzolari e dei Sarti.

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